Premio Mario Pavan 2019

  • Paola Montonati

premio pavan 2019 1La Società Astronomica G.V. Schiaparelli, fondata da Salvatore Furia nel 1956, è un grande punto di riferimento per la provincia di Varese, con molte attività scientifiche e educative, importanti attività di supporto alla Protezione Civile, mentre i ragazzi imparano a fare scienza e a capire le problematiche ambientali, sempre più emergenti e preoccupanti.

L’Università di Pavia ha collaborato per molti anni alla promozione dell’educazione ambientale con il Professor Mario Pavan e il Professor Ruggero Tomaselli, a cui è dedicato il giardino botanico alpino della Società.

Infatti Pavan e Salvatore Furia, tra l’altro grandi amici, avevano una grande attenzione per i giovani e per la loro formazione sui temi della scienza e dell’ambiente.

Per il secondo anno consecutivo il Comune di Varese e la Società Astronomica G.V. Schiaparelli proporranno l’assegnazione di un premio dedicato alla memoria di Mario Pavan, che fu anche un docente dell’Università degli studi di Pavia, illustre entomologo, ricercatore, divulgatore nonché, nel 1987, quarto Ministro del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Mario Pavan nacque a Vado Ligure (Savona) il 9 ottobre 1918 e morì a Pavia il 16 maggio 2003. Trascorse la sua giovinezza a Brescia, che si rivelò determinante per la sua formazione di giovane naturalista e speleologo, sotto la guida di Corrado Allegretti, Leonida Boldori e soprattutto di Gian Maria Ghidini, suo maestro e amico nella vita.

Risalgono agli anni, prima durante ed dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’esplorazione, la topografia e la descrizione di moltissime grotte del bresciano, nonché il ritrovamento di nuove specie di insetti cavernicoli, come il genere Viallia, un leptodirino specializzato e localizzato nelle grotte delle prealpi lombarde.

Da allora Mario Pavan fu uno dei grandi della biospeleologia italiana, che ebbe la fortuna di conoscere e collaborare con i maestri francesi della speleologia e della biospeleologia, da Norbert Casteret a René Jeannel.

Il premio, che vede un contributo in denaro di 2.500 euro, sarà assegnato a studenti, italiani e stranieri, che abbiano conseguito un dottorato di ricerca, con una tesi nell’anno 2017 – 2018 su Il ruolo della biodiversità nella mitigazione degli impatti antropici.

I partner dell’iniziativa sono l’Università degli Studi dell’Insubria, Arpa della Lombardia e il Joint Research Center della Commissione Europea.

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