La Re Marcello è di Manolo Blahink

  • Paola Montonati

re marcello vigevano manolo 1Il creatore di calzature di lusso Manolo Blahnik ha acquistato lo storico produttore vigevanese di scarpe Calzaturificio Re Marcello.

Aperta nel 1938 dalla famiglia Re, l’azienda ha un unico stabilimento che si trova a Vigevano e che produce scarpe da donna per Manolo Blahnik dal 1990.

Non è insolito che un produttore venga comprato da uno dei marchi che fornisce, ma è molto strano che un’operazione così non sia stata effettuata da nomi come Chanel o Hermès, o LVMH e Kering, ma che arrivi da un gruppo di piccole dimensioni dell’universo del lusso, per garantire una produzione regolare di alta qualità, come Manolo Blahnik, le cui scarpe presentano molti dettagli e sono spesso complesse da realizzare.

Il designer ha dichiarato che l’integrazione dei 77 artigiani del Calzaturificio Re Marcello all’interno del gruppo rafforzerà la sua visione del talento artigianale e manterrà l'arte di produrre scarpe per le generazioni future.

L’attuale management del Calzaturificio Re Marcello, con Bruno Re e Giuse Galazzi, rimarrà in carica per lavorare al fianco del team di Manolo Blahnik e garantire la continuità.

Kristina Blahnik, la Ceo di Manolo Blahnik ha detto che “Calzaturificio Re Marcello è sinonimo di artigianato di eccezionale qualità nel nostro settore e siamo lieti di essere stati in grado di far entrare nella nostra famiglia questo prezioso partner. Questa acquisizione sarà la nostra prima officina e struttura produttiva, e ci garantirà una migliore flessibilità, sia dal punto di vista creativo che operativo”.

Manolo Blahnik, spagnolo classe 1942, è nato a Santa Cruz della Palmas, nelle isole Canarie, da padre proveniente dalla Boemia, e da madre spagnola.

Si laurea in letteratura a Ginevra nel 1965, per poi proseguire gli studi, seguendo la sua inclinazione artistica prima a Parigi e poi a Londra con l’intenzione di diventare scenografo, ammaliato dai film di Luchino Visconti e in particolare dei costumi di scena.

Nel 1971, tramite degli amici newyorkesi, riuscì a sottoporre i suoi bozzetti a Diana Vreeland, l’allora caporedattrice di American Vogue. Non ebbe un parere positivo sui costumi e sui bozzetti in generale, anzi, ma la Vreeland rimase affascinata dalle calzature consigliandolo di continuare su quella strada.

Così l’anno dopo a Londra, grazie all’incontro con lo stilista inglese Ossie Clark, realizzò quasi per scherzo la sua prima collezione. Passò alla storia la realizzazione di una scarpa in cui impiegò 118 centimetri di crepe di seta, su un tacco da 18 centimetri dal forte impatto scenico, ma non della miglior fattura anche per via dell’altezza. Le modelle caracollavano sui tacchi in maniera insicura, ottenendo però una forte carica sensuale, e diede il via al successo di Blahnik con il suo motto “You put high heels on, and you change”. Indossi i tacchi alti, e la tua vita cambia.

Lo stilista spagnolo con Clark, disegnò anche la scarpa adornata di ciliegie, che ancora oggi, è uno tra i suoi best seller.

Il successo planetario del brand è cresciuto poi in maniera esponenziale esplodendo su scala mondiale con il telefilm Sex and the city, in onda dal 1998 al 2004.

Nonostante lo stilista abbia candidamente dichiarato alla stampa di non aver mai visto una puntata della serie TV. Il modello denominato Pump Hangisi blu indossate dalla protagonista Carrie (Sarah Jessica Parker) nel giorno del suo matrimonio, rientrano senza dubbio tra le scarpe più famose del cinema e della televisione. Serie tv che era ed è talmente identificata nelle scarpe di Blahnik, ma non solo, al punto di venire rinominata Shoe and the city.

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