Pavia Manouche Festival

  • Paola Montonati

manouche 1Sabato 20 luglio dalle 19 si terrà presso l’Osteria Sottovento di Pavia il primo festival di Gypsy Jazz Concerti, Jam Session, Esposizioni di Liuteria, Lezioni gratuite di danza Lindy Hop, che s’ispira allo stile musicale del leggendario chitarrista jazz vissuto nella Parigi del primo dopoguerra, Django Reinhardt, che fuse elementi jazzistici con sonorità gitane e popolari francesi dando vita a un suono passionale con improvvisazioni piene di vitalità e fantasia.

Jean Baptiste Django Reinhardt, nato il 23 gennaio 1910, era il primogenito di una famiglia di zingari e, dopo un lungo girovagare in varie nazioni europee e nordafricane, la carovana si fermò alla periferia di Parigi, dove il musicista visse per quasi tutta la sua carriera.

A diciotto anni, Reinhardt, che stava intraprendendo una carriera da apprezzato banjoista, in un incendio divampato di notte nella sua roulotte subì l'atrofizzazione dell'anulare e del mignolo della mano sinistra.

Questo incidente cambiò la sua vita e la storia della chitarra jazz, infatti, per la menomazione alla mano sinistra, Reinhardt dovette abbandonare il banjo e cominciò a suonare una chitarra che gli era stata regalata, meno pesante e ruvida, che gli permise di ideare una tecnica chitarristica rivoluzionaria e del tutto particolare che ancora oggi lascia di stucco per la perizia virtuosistica, la vitalità e l'originalità espressiva.

In breve tempo lavorò con diverse orchestre che giravano la Francia, poi a metà degli anni Trenta con il violinista Stéphane Grappelli formò un quintetto di soli strumenti a corde che divenne famoso grazie anche all'appoggio dell'Hot Club de France, una delle prime associazioni di promozione del jazz in Europa.

Grazie a questo successo Reinhardt si rivelò come uno dei musicisti europei più apprezzati nel mondo del jazz tradizionale e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, fu invitato negli Stati Uniti da Duke Ellington, che lo invitò a suonare in alcuni concerti, l'ultimo dei quali alla Carnegie Hall di New York.

Con l'avvento del bebop, Reinhardt incise dei brani memorabili con la chitarra elettrica, ancora oggi considerati una delle pagine più originali del jazz dell'epoca.

Il musicista rallentò sensibilmente la sua attività durante i suoi ultimi anni, forse anche per le cattive condizioni di salute, che lo portarono alla morte il 16 maggio 1953.

Ancora oggi Reinhardt è ricordato come un eccezionale virtuoso del proprio strumento e un compositore fertilissimo, con brani come Minor Swing, Tears, Nagasaki, Belleville e soprattutto Nuages.

Molti sono i chitarristi moderni che si ispirano direttamente a Reinhardt, tra cui Bireli Lagrene, Angelo Debarre, Stochelo Rosenberg e Romane.

Nella cornice della splendida Piazzetta San Marino, in via Siro Comi, si potranno rivivere le atmosfere dei cafè parigini, delle sale da ballo e dei cabaret russi degli anni Trenta, in un’unione tra culture differenti capaci di dar luogo a miscele di un'originalità e di un fascino irresistibili.

L’ingresso sarà del tutto gratuito.

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