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Musei DiVini: Assaggi di Cultura e Territorio

  • Paola Montonati

museidivini 1Venerdì 21 giugno dalle 19 alle 23.30, con Musei DiVini: Assaggi di Cultura e Territorio, evento di crowdfunding a favore del progetto di ricerca DiVino Argento, il Museo per la Storia dell’Università di Pavia terrà tre percorsi tematici che guideranno il visitatore alla scoperta delle sue sale, con un tuffo nella storia della Medicina e della Fisica.

Il primo racconterà l'impiego del vino nelle cure mediche d'altri tempi, tra le teorie di John Brown e di Giovanni Rasori, il secondo del ricordo dell'Oltrepò di Einstein durante il periodo pavese della sua vita e le teorizzazioni sui buchi neri e il terzo dell'elettrizzazione nel Settecento, quando i fenomeni elettrici in Europa avevano l'obiettivo di divulgare divertendo.

Sarà un evento per festeggiare il solstizio d'estate con il Museo di Archeologia aperto straordinariamente, mentre nella visita guidata si racconterà del Vino nell'antichità, alle 20.15, alle 21.15 e alle 22.15.

Dall’epoca micenea e poi verso il XV secolo a.C. il vino era uno degli alimenti base, con grano e olio, dei popoli dell’antica Grecia.

Ma fu solo nell’VIII secolo che fece la sua prima comparsa il termine symposion, da synpinein, bere insieme, un rito collettivo dove il protagonista assoluto è il vino, con l’assenza delle donne oneste dal simposio, dove partecipavano l’etére, che suonavano l’aulòs e danzavano, era interpretata come un’interdizione del vino per le donne greche.

Senofonte raccontò che le giovani donne destinate ad avere figli e che sono considerate ben educate, erano del tutto escluse dal vino o potevano consumare vino mescolato ad acqua ed Eraclide fece notare come nei tempi antichi i ragazzi e le ragazze bevevano acqua fino al loro matrimonio.

Eliano invece diede la notizia di una legge che non permetteva al vino di essere dato a tutti e a tutte le età, che vietava alle donne il consumo del vino, consentendo loro di bere solamente acqua.

Anche se il bere vino fece sì che il simposio diventi un ponte di armonia tra il mondo umano e quello divino, non mancano testimonianze di eccessi nel bere e nel comportamento tenuto proprio da parte di donne.

Ad esempio nel finale delle commedie di Aristofane ci sono spesso in sontuosi banchetti accompagnati da notevoli bevute alle quali partecipano attivamente donne infatti nelle Donne all’assemblea le Ateniesi festeggiano l’inizio del loro governo con vini di Taso e di Chio della migliore qualità e in Lisistrata tutte le donne si dimostrano inclini al bere.

Inoltre tutte le testimonianze su questo complesso rapporto, come dimostrano le scene di banchetti di donne riprodotti su vasi, attestano una pratica femminile del consumo del vino, così come la loro partecipazione al processo produttivo.

Platone era davvero inorridito del fatto che perfino le donne avessero questa brutta abitudine, che dimostra come lo sviluppo della pratica simposiaca fu un tentativo forte da parte degli uomini di avere solo per loro il vino e al contempo essere uno strumento di controllo della donna.

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