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Battaglia di Magenta 2019, 160 anni da allora

  • Paola Montonati

battaglia magenta 2019 1Già si sta preparando, imbandierata a festa, per la commemorazione della Battaglia del 4 giugno 1859.

Magenta questo weekend festeggerà il 160° Anniversario della Battaglia del 4 giugno 1859, episodio della seconda Guerra d’Indipendenza che ha segnato una delle pagine più significative della storia del Risorgimento italiano, una tappa fondamentale per il processo di unificazione del nostro Paese.

Il Centenario del 1959 e le celebrazioni del 150° Anniversario hanno visto una serie di eventi memorabili e di notevole rilievo, che hanno saputo valorizzare la storia, le radici e l’identità della città della Battaglia tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione.

Tanti saranno per quest’anno gli eventi della ricorrenza, organizzati come sempre in collaborazione il mondo cittadino, per favorire una sensibilizzazione storica e civile ricostruttiva e positiva, una condivisione dei valori d’identità, libertà, pace e comune sentire, che si confermano fondanti del tessuto sociale e del dialogo tra i popoli.

Autorità civili, autorità militari, rappresentanze consolari di diverse Nazioni arriveranno per giornata ufficiale delle celebrazioni, domenica 9 giugno, a testimonianza dell’amicizia che unisce gli Stati che si trovano di fronte durante i combattimenti di quel lontano 4 giugno.

Ci saranno il Corteo istituzionale e storico del mattino e, nel pomeriggio, la 25a Rievocazione Storica, per l’occasione in una nuova location e con la partecipazione di centinaia di figuranti appartenenti a gruppi storici provenienti dall´Italia e da molti Paesi europei.

Magenta il 4 giugno 1859 fu al centro di una delle battaglie più importanti della storia del risorgimento italiano, combattuta tra gli Austriaci e l’esercito italo – francese comandato dal generale Mac Mahon.

Inizialmente il piano dei franco-piemontesi era di stringere d’assedio Magenta dalla parte di Turbigo e dal ponte sul Ticino sulla strada tra Milano e Novara. 

Lo sforzo maggiore però sarebbe stato sostenuto dai francesi, mentre l´esercito piemontese seguiva le truppe che sarebbero partite da Turbigo, con l’obbligo di intervenire se c’e ne fosse stata la necessità. 

Ma il comando austriaco, apprese le intenzioni dei francesi, ordinò di spostare la maggior parte dell´esercito dalla Lomellina in direzione di Magenta, attraversando le città di Vigevano e Abbiategrasso, mentre la linea di difesa fu disposta lungo le rive del Naviglio, con lo scopo di far saltare i ponti di Robecco, Pontevecchio, Pontenuovo e Boffalora all’arrivo del nemico.

Nel frattempo il secondo corpo d´armata francese del generale Mac Mahon fu suddiviso in due colonne, una sotto la guida dello stesso generale, mentre l´altra seguiva gli ordini del generale Espinasse.

Le due colonne partirono a Turbigo per Magenta con due itinerari diversi, mentre Mac Mahon sarebbe passato per Boffalora, Espinasse andava in direzione di Marcallo. 

Inoltre altre truppe francesi erano collocate sul ponte del Ticino nelle vicinanze di Trecate, che era stato solo parzialmente danneggiato dall´esplosivo austriaco, in attesa dell´arrivo della colonna di Mac Mahon.

Contemporaneamente le truppe austriache tardavano ad arrivare dalla Lomellina, e per questo motivo la linea del Naviglio era difesa soltanto dai 25.000 uomini del generale Clam Gallas che suddivise le sue truppe tra Magenta, Boffalora e Marcallo.

Al primo tuono dei cannoni, le truppe francesi sul Ticino iniziarono a muoversi verso Magenta, mentre a Boffalora gli austriaci riuscirono a far saltare il ponte sul Naviglio, oltre a difendere alcune cascine nei dintorni aspettando i rinforzi. 

La battaglia si concentrò lungo la linea ferroviaria a Pontenuovo, che era poco lontana dal ponte sul Naviglio che gli austriaci non erano riusciti a minare.

Mentre il terzo corpo d´armata francese tardava ad arrivare sul campo di battaglia, Espinasse tentò di congiungersi con le truppe di Mac Mahon a Boffalora. 

Ma vista la situazione, le due colonne presero la decisione di marciare separatamente su Magenta, utilizzando il campanile della chiesa di San Martino come punto di riferimento. 

L’arrivo da Abbiategrasso della maggior parte delle truppe austriache rese la situazione critica per i francesi, a tal punto che gli austriaci inviarono a Vienna un telegramma che annunciava la vittoria. Ma l’arrivo di Mac Mahon da Boffalora diede una nuova speranza ai francesi, al punto che gli austriaci dovettero retrocedere da Pontenuovo per difendersi a Magenta.

La battaglia si spostò nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Magenta, tanto che gli austriaci dovettero abbandonare le posizioni e trovare un riparo nelle case più vicine per difendere il terreno. 

Il generale Espinasse morì durante lo scontro alla stazione ferroviaria, ma la sua divisione e quella di Mac Mahon circondarono grazie a un movimento a tenaglia gli austriaci che si erano asserragliati nel borgo, riuscendo a prendere il controllo delle vie d´accesso.

Alle sette della sera gli austriaci capirono di aver perso la partita, e si affrettarono a ritirarsi meditando la rivincita, che non ci sarebbe stata, per il giorno dopo.

Sul campo si contarono ben seimila morti, di cui tre quarti erano delle truppe austriache. 

La vittoria franco-piemontese aprì la strada per la liberazione di Milano, che fu il primo passo concreto verso l´Unità d´Italia, avvenuta nel 1861.

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