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In Vino Veritas - Visita teatralizzata e degustazione di vini in Oltrepò

  • Paola Montonati

vino vertias 1“Il vino dolce va preparato in questo modo: scegli i grappoli e distendili per tre giorni al sole. Al quarto giorno, nel pomeriggio, pigia quei grappoli che sono ancora caldi di sole e togli subito il primo mosto, cioè quello che cola da solo nel tino prima della pigiatura dei grappoli. Quando avrà finito di ribollire, su cinquanta sestari di questo mosto metti non più di un’oncia di radice di ieros ben pestata e versalo nella botte dopo averlo ripulito da ogni deposito. Questo vino sarà di sapore soave, avrà buona durata e sarà ottimo per la salute” diceva Lucio Giunio Moderato Columella, scrittore latino di agronomia del I secolo d.C., sulla preparazione del vino dolce.

La viticoltura dell’Oltrepò Pavese è nota fin dagli antichi Romani, come raccontava Strabone, storico di origine greca passato in Oltrepò, attorno al 40 a.C., al seguito delle truppe romane, che diceva di vino buono, popolo ospitale e grandi botti di legno.

Le prime citazioni certe sono di Plinio il Vecchio, che dedicò molto spazio al vino e raccontò di una viticoltura molto attiva nelle località di Clastidium (Casteggio) e Litubium (Retorbido).

Nel 1192 un documento redatto dal notaio Artono a Pavia faceva riferimento al vino Bonarda, prodotto a Rovescala.

Agli inizi del Novecento, in Oltrepò, la viticoltura si era affermata in modo prepotente e il vigneto era il cuore della realtà economica, ma i produttori non erano in grado di gestire il prodotto, senza il sostegno di un’adeguata richiesta di mercato.

Cosi i viticoltori furono in balia di mediatori e grossisti che acquistavano il raccolto e decidevano i prezzi, anche perché i produttori erano legati a tempi di raccolta molto stretti.

L’unica possibilità per uscire da questo impasse per i viticoltori fu quello di associarsi, in modo da essere liberi dalla vendita dell’uva e non più dipendenti dai prezzi di mercato, oltre ad avere il vantaggio di produrre maggior quantità di uva, con attrezzature che i piccoli produttori non possedevano, e migliorare la qualità della produzione.

La prima cantina sociale dell’Oltrepò fu quella di Montù Beccaria nel 1902, cui, nel 1905, seguì Santa Maria della Versa.

Nel 1906 furono aperte quelle di Canneto Pavese e di San Damiano al Colle, poi nacquero le Cantine di Casteggio, Retorbido e Torrazza Coste, nel 1909 quella di Stradella e nel 1931 quella di Codevilla.

Le cantine sociali oggi sono una realtà significativa presente in gran parte dell’Oltrepò Pavese.

Domenica 9 giugno in Oltrepò si terrà una giornata all’insegna della riscoperta del vino dai tempi degli antichi romani sino ai giorni nostri, promossa da Oltre Confine Onlus, Dramatrà - Città in Scena, Fondazione Cariplo e Azienda Agricola Montelio nell’ambito del progetto Certosamente.

Alle 15.30 si terrà una visita guidata teatralizzata al Museo Archeologico di Casteggio sull'importanza del vino nell'antichità e, dopo il trasferimento, tramite servizio navetta via bus, all’Azienda Agricola Montelio di Codevilla, per le 16.45 è prevista una degustazione di vini.

Il ritorno in Museo, sempre tramite il servizio navetta, e la conclusione della giornata è prevista per le 18.30.

L’evento costerà 12 euro a persona, comprendente la visita teatralizzata al Museo, il servizio navetta e la degustazione di vini.

La prenotazione è da fare scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonando al numero 3755709240 da lunedì al venerdì dalle 14 alle 17.30, sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17,30, per un massimo di 50 partecipanti.

Per più info si può telefonare al numero 0382995461 oppure scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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