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Orgogliosi di commemorare la Battaglia di Palestro

  • Paola Montonati

palestro battaglia 1Da sempre, ogni fine di maggio, a Palestro, tra le verdi campagne della Lomellina, si commemora la battaglia che nel 1859 fu, con Montebello della Battaglia, il primo passo per la conquista della Lombardia da parte delle truppe piemontesi e francesi.

La prima cosa che si nota, arrivando in questo piccolo borgo, sono le decine di bandiere francesi, italiane e austriache che, tra case, piazze e negozi, dimostrano il profondo legame che Palestro ha con la sua storia.

Orgoglioso di essere parte di questo grande evento del Risorgimento italiano.

E poi l’Ossario, con i ricordi della battaglia e dei caduti, e l’accampamento ricostruito nei minimi dettagli, tutto racconta questa storia di provincia e al tempo stesso parte della grande storia.

Alla fine dell’aprile 1859, subito dopo lo scoppio della seconda guerra d’indipendenza, gli austriaci avevano varcato il Ticino per sorprendere il Piemonte, ma l’avanzata, ostacolata anche dagli allagamenti delle campagne e delle risaie provocati dai piemontesi, era stata molto lenta.

Dopo aver saputo che l’esercito francese si era riunito a quello piemontese, il generalissimo austriaco, Francesco conte Gyulaj, condusse le sue forze in Lomellina, in attesa delle mosse dell’avversario.

Dopo la battaglia di Montebello del 20 maggio, gli alleati franco-piemontesi avevano ideato un piano strategico per puntare su Milano, così parte dell’armata sarda fu incaricata di svolgere un’operazione di copertura avanzando da Vercelli su Robbio.

palestro battaglia 2Il 30 maggio i piemontesi passarono il Sesia in forze e occuparono dopo duri combattimenti Palestro, Confienza e Vinzaglio, fu allora che il comandante in capo austriaco decise di effettuare una ricognizione e chiese al Luogotenente – Feldmaresciallo Federico barone Zobel di attaccare Palestro il 31 maggio con due divisioni di fanteria.

Nel villaggio si trovava la 4a divisione di fanteria del generale Cialdini ed era presente anche il re di Sardegna, Vittorio Emanuele II, arrivato a Palestro la sera precedente.

Nella mattina del 31 maggio gli imperiali attaccarono la prima linea piemontese davanti a Palestro e dopo aspri combattimenti furono respinti su Robbio dalla decisa reazione piemontese.

Intanto la battaglia infuriava anche a cascina San Pietro, ma fu risolta dall’intervento decisivo degli Zuavi francesi, guidati da Vittorio Emanuele II in persona, che attaccarono con grande impeto le truppe austriache e le sbaragliarono completamente.

La sera, una delegazione di Zuavi francesi consegnò a Vittorio Emanuele II il grado onorario di caporale, per il coraggio che il re aveva dimostrato in battaglia.

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