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Dolci di Pasqua: Resta comasca

resca comasca 1La storia della resta, il dolce pasquale di Como, dal nome derivato dal latino arista, indicante sia la lisca del pesce sia la resta del grano, ebbe inizio in una taverna comasca dei primi anni dell’Ottocento.

Il proprietario dell’Osteria del Pescatore, Michele, nel giorno del suo onomastico offriva il pranzo ai clienti e a chiudere il pasto arrivava un pandolce arricchito di canditi e uvetta, che, secondo i criteri della cucina popolare del tempo, era una versione più ricca del pane di tutti i giorni.

Un bel giorno durante la preparazione del dolce, il lievito venne aggiunto per errore in dosi eccessive, al punto che l’impasto cominciò a crescere a dismisura, traboccando dalla pentola.

L’oste afferrò un bastoncino d’ulivo dalla legna destinata al fuoco e con esso vi premette sull’impasto in modo che non debordasse.

Ma il bastoncino fu inglobato nella pasta, così l’oste recuperò l’impasto traboccato e lo distese nella fessura lasciata dal bastoncino sprofondato, poi con un coltello appianò l’impasto e vi praticò una serie d’incisioni trasversali.

Cosi l’errore di distrazione di un cuoco ingegnoso divenne il dolce simbolo della Pasqua di Como, ideato con i semplici ingredienti della cucina popolare che simboleggiano i pesci del Lario e gli ulivi che crescono rigogliosi sulle sue sponde.

Ingredienti 

15 grammi di lievito di birra - 300 grammi di farina - 100 grammi di zucchero – un cucchiaio di miele - 150 grammi di burro - 3 uova – un pizzico di sale – una buccia grattugiata di limone - 50 grammi di uvetta - 100 grammi di canditi.

Preparazione

Sciogliete il lievito di birra in pochissima acqua tiepida, poi in una ciotola, unite il lievito ormai sciolto con 80 grammi di farina presa dal totale, impastate il tutto e lasciatelo lievitare per un’ora.

Dopo la lievitazione unite all’impasto la restante farina, lo zucchero, il miele, il burro sciolto, le uova, il sale e la buccia del limone grattugiata e amalgamate fino a ottenere un composto omogeneo.

Lasciare lievitare il tutto per un’ora e 30 minuti, nel frattempo ammollate l’uvetta.

Riprendete l’impasto e unitevi l’uvetta ben strizzata e aggiungete i canditi.

Disponete l’impasto su di una teglia ricoperta di carta forno, dandogli la forma di una pagnotta allungata, lasciate lievitare ancora per 1/2 ore, poi infornate a 180°C per un’ora.

Controllate in modo che la resta che non si colori troppo in superficie, altrimenti copritela con l’alluminio.

Prima di servirla, fatela riposare per 30 minuti, poi mangiatela come il dolce che conclude il pranzo di Pasqua.

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