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La Torta della dodicesima notte: Twelfth Night Cake

  • Paola Montonati

twelfth night cake 1Tra il 5 e il 6 gennaio c’è la dodicesima notte, che nel Medioevo era quella che vide arrivare i tre magi da Gesù Bambino, ma prima era quella di Frau Holle, portatrice di fertilità, abbondanza e giustizia, che viaggiava su una slitta trainata da cani nei 12 giorni che seguono il solstizio, distribuendo doni e fortuna con un magnifico corteo.

Durante i dodici giorni le Dee, come Frau Holle, la Berchta e altre, andavano di casa in casa esaminando gli arcolai delle donne che, se avevano filato con cura e maestria e avevano tenuto  in ordine la casa, sarebbero state premiate ma, se il lavoro fosse risultato sciatto e mal fatto, i fili sarebbero stati ingarbugliati e le donne pigre punite.

Poi la figura pagana di Holle divenne la Befana e nell'immaginario religioso arrivarono i Re Magi.

Gli inglesi in questo giorno di festa preparavano un dolce, detto The Twelfth Night Cake, con un impasto molto semplice contenente, tra le varie cose, un fagiolo secco e un pisello secco.

Chi trovava la fetta di torta con il pisello era Regina per tutta la sera, chi il fagiolo sarebbe stato il Re e questo gioco era esteso a tutti gli abitanti della casa, dal proprietario ai servi e il decreto della torta doveva essere rispettato con onore.

La tradizione legata al dolce risale al Medioevo, tempo in cui i festeggiamenti del Natale erano visti come un Carnevale che vedeva la rivalsa dei subalterni sui padroni, ma la prima ricetta ufficiale fu quella di John Mollard, pubblicata nel 1803

Nell’epoca vittoriana quel giorno si teneva una grande cena per celebrare la fine dei dodici giorni sacri, iniziati a Natale, e tutti i partecipanti interpretavano un personaggio particolare, scelto pescando a turno da un mazzo di carte speciali, dove c'erano il Re, la Regina, la duchessa di Puddle Dock e molti personaggi comici.

La cena finiva con il taglio della torta, decorata con due corone di zucchero o marzapane e altri decori dei vari personaggi della cena, come avveniva nel Medioevo con la versione più semplice contenente il pisello e il fagiolo secchi.

Ingredienti

200 grammi di farina - 30 grammi di lievito di birra - 150 grammi di burro  - 150 grammi di zucchero - 150 grammi di mandorle sminuzzate -  150 grammi di canditi - 4 uova – una buccia di limone – una  buccia d’arancia – una presa di sale - 100 ml di Porto o Sherry.

Preparazione

Unita la frutta candita e le mandorle con il vino liquoroso e lasciatele a riposo per qualche ora, poi sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida, unitevi un cucchiaio di zucchero e la farina sempre mescolando bene.

Lasciate a riposare l’impasto in un luogo tiepido per un quarto d’ora in modo da farlo lievitare, mentre in una ciotola unite il burro e lo zucchero rimasti con le scorze del limone e dell’arancia tritate finemente, le uova, il sale, il lievito e la farina e mescolate il tutto finché ne avrete una pasta liscia ed elastica.

Aggiungete al composto la frutta candita e la frutta secca lasciata a macerare nel vino liquoroso, create una palla con l’impasto e lasciatelo a lievitare per circa quattro ore.

Stendete la pasta, che sarà aumentata del doppio di volume, in una tortiera e cuocetela nel forno per quarantacinque minuti, poi servite.

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