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Mi vivi dentro Alessandro Milan a Vigevano

mi vivi dentro vigevano 1Alessandro Milan a Vigevano, non potevo perderlo!

Conoscevo già la sua storia personale, ma volevo sentirla raccontare da lui.

Con me ho portato la mia mamma.

Ero certa che le sarebbe piaciuto, anche se temevo fosse per lei un’emozione forte.

Nella suggestiva cornice della Sala dell’Affresco del Castello Visconteo di Vigevano, Alessandro Milan, giornalista e scrittore, ha raccontato la storia del grande amore della sua vita, Francesca, e della loro guerra, persa, al tumore di lei.

La storia di Wondy era partita sette anni fa, quando a Francesca Del Rosso, giornalista a Radio 24, venne diagnosticato un tumore maligno.

Per combattere il lungo calvario di operazioni, chemioterapia, recidive, Francesca ripescò il vecchio soprannome che le avevo dato i suoi amici all’università, Wondy, da Wonder Woman, combattendo con forza, fermezza e positività il processo di cura senza piegarsi, raccontando tutto nel suo libro di memorie Wondy sono io, e permettendo a familiari e colleghi di provare ad accettare l'esito della sua lotta, una sconfitta.

Infatti nel 2016 Francesca morì lasciando due figli, Angelica e Mattia e il marito Alessandro Milan, collega a Radio24.

Milan per raccontare della sua Wondy ha scritto un libro sulla loro storia, dal primo incontro con questa ragazza con occhi blu, due occhi blu che hanno illuminato il mondo fino alla sua scomparsa, Mi vivi dentro, la storia di un grande amore e in seguito una prova di forza e di resilienza.

Tutto era iniziato, quindici anni fa, alle sei di mattina, in radio, dove due giornalisti assonnati si davano il turno.

Lui stava cercando di svegliarsi con un caffè, lei stava per tornare a casa dopo aver lavorato tutta la notte e nella fretta i due si erano scambiati per errore i cellulari.

Qualche ora più tardi si erano rincontrati e dal loro dialogo era nato un invito al cinema, poi una mostra, un aperitivo, una gita in montagna.

mi vivi dentro vigevano 2Francesca era bassina, con i capelli biondi sparati, due occhioni azzurri ed era una forza della natura, sempre in movimento e allegra, Alessandro forse un po’ goffo, ma presto travolto da lei e dall'amore che presto li lega.

Alla fine Ale imparerà da lei, giorno dopo giorno, a vivere sempre ogni emozione, a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà, a capire che cos’è la resilienza, anche per combattere la più terribile delle battaglie, senza arrendersi mai e con un sorriso ogni giorno.

Svegliarsi con un sorriso, anche se si è malati, ma malati sul serio.

E qui nasce l’emozione personale, quando lo scrittore racconta dei suoi figli, ora di 10 e 12 anni, delle sue paure per loro, delle domande che gli fanno e che gli faranno, di tutte le occasioni della vita che dovranno vivere senza la mamma.

La mia era vicino a me ed io la guardavo e ogni tanto le toccavo la mano, lui stava dicendo le stesse che lei aveva vissuto, mamma ha perso il suo papà a dieci anni e tutto quello che ora è scritto in un libro più di cinquant’anni dopo la sua esperienza, era quello che lei mi ha raccontato tante volte.

Dev’essere difficile per quest’uomo, per quanto forte ed equilibrato, presentare in giro per l’Italia, il suo libro, che poi è la sua vita, la sua storia, le sue emozioni, il suo grande dolore.

Eppure averlo scritto, forse è stato come prenderne un po’ le distanze, affidarlo alle parole scritte o forse è un modo per far rivivere lei, la sua Wondy.

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