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Mortara Palio e Sagra del Salame d’Oca 2018

festa salame oca mortara 2018 1Domenica 30 settembre torneranno lo storico appuntamento con il Palio dell'oca e la Sagra del Salame d'Oca di Mortara, tra le risaie della Lomellina, che si svolge dal 1970 ogni ultima domenica di settembre con un corteo storico di ambientazione sforzesca, composto di oltre 400 figuranti.

Mortara da sempre è considerata la patria del Salame d’Oca più amato del mondo, ma è anche la città degli Sbandieratori Città di Mortara, delle contrade, del Palio e della sfilata rinascimentale della domenica del Palio con al centro le figure di Ludovico il Moro e della consorte, Beatrice d’Este.

Il palio di Mortara, che si gioca tra le sette contrade della città, segue le mosse del Gioco dell’Oca vivente, che era usato a Mortara, feudo personale di Ludovico il Moro alla fine del XV secolo, per rallegrare sua moglie Beatrice d’Este, mentre il duca di Milano era impegnato in lunghe battute di caccia nei territori della Lomellina.

Ogni anno i sette rioni cittadini, che rappresentano le corporazioni delle arti e dei mestieri antichi, gli orafi, i cacciatori, i vasai, i panettieri, i mugnai, i vignaioli e gli speziali, sono il cuore della gara e del corteo storico che si tiene prima del Palio, con ben cinquanta figuranti per contrada e gli sbandieratori che fanno da scorta a Ludovico il Moro.

Ogni rione ha una storia particolare, legata al quartiere di Mortara, dove si trova e alla sua storia.

San Cassiano, collocata nel centro storico cittadino, ha preso il suo nome dall’omonima chiesa, edificata nel 1138.

Nel quartiere si trova il Portone di San Cassiano o Portone di Giove, che nel Settecento era un torrione sporgente con parte di un arco e contrafforti turriti laterali.

Il rione di Le Braide ha le sue origini nella storia dall’antico mulino che si trovava, fino a trent’anni fa, in un’area rurale rievocata nei colori dello stemma, giallo, il colore dei cereali maturi, e rosso, il sole che tramonta a ovest della città.

Questo quartiere ha un forte legame con il Museo Mulino di Mora Bassa, cuore della tradizione colturale e leonardesca del territorio pavese.

A Sant’Albino invece la sua storia è connessa all’omonima abbazia che si trova alle porte della città e che fece di Mortara una delle tappe simbolo della Via Francigena, infatti, nel suo stemma ci sono due bordoni del pellegrino, simbolo dell’aiuto che i mortaresi davano a chi passava da quelle parti.

Nel centro storico, è il rione della Torre a comprendere buona parte di questa zona, mentre quello di San Dionigi è legato all’omonima chiesa, adesso al centro di un restauro, che è adiacente alla basilica di San Lorenzo.

Al di fuori dall’abitato si trova il rione del Dosso, presso la zona delle frazioni orientali, dove negli ultimi tempi ci sono stati vari ritrovamenti di vasellame risalente all’epoca romana.

Legato al Palio, l’altro appuntamento simbolo della manifestazione è la Mostra del Palmipede, ricco di degustazioni di salame e altri prodotti tipici derivati dalla lavorazione della carne d’oca che saranno accessibili per tutta la durata della manifestazione.

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