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San Rocco Il pellegrino di Voghera

san rocco voghera 2Il 16 agosto in gran parte delle regioni italiane si festeggia San Rocco, un santo dalla vita ancora avvolta nella leggenda, che ha forti legami con il Pavese e in particolare con la città di Voghera.

Dalle pochi fonti storiche si sa che Rocco nacque a Montpellier fra il 1345 e il 1350, primogenito di Jean e Libère De La Croix, ricchi e benestanti ma dediti a opere di carità, che, sentendo la mancanza di un figlio, rivolsero numerose preghiere alla Vergine Maria della Chiesa di Notre-Dame des Tables fino all’avverarsi del miracolo tanto atteso.

A vent’anni Rocco perse entrambi i genitori, dopo aver venduto tutti i suoi beni, si unì al Terz’ordine francescano e, indossato l’abito del pellegrino, fece voto di recarsi a Roma a pregare sulla tomba degli apostoli Pietro e Paolo.

Con solo bastone, mantello, cappello, borraccia e conchiglia Rocco s’incamminò verso l’Italia attraversando le Alpi per poi dirigersi verso l’Emilia e l’Umbria, anche se altre fonti dicono che discese dalla Liguria lungo il litorale tirrenico.

Nel luglio 1367 il santo arrivò ad Acquapendente, una cittadina in provincia di Viterbo, dove, incurante della gente in fuga per la peste, decise di prestare servizio nel locale ospedale mettendosi al servizio di tutti.

Tracciando il segno di croce sui malati, invocando Dio per la guarigione degli appestati, Rocco compì una serie di miracolose guarigioni e, tre mesi dopo il suo arrivo, si diresse verso l’Emilia Romagna, dove la peste aveva sterminato interi villaggi, e anche in quei luoghi diede una mano prestando servizio in molti piccoli centri locali.

Fra il 1367 e l’inizio del 1368 il santo arrivò finalmente a Roma, dove si recò subito presso l’ospedale del Santo Spirito, dove compì il suo miracolo più noto, la guarigione di un cardinale, liberato dalla peste quando Rocco tracciò sulla sua fronte il segno della Croce.

Grato al santo, il cardinale presentò Rocco a papa Urbano V, che lo ospitò fino al giorno della sua partenza, avvenuta tra il 1370 e il 1371.

Molte leggende raccontano che il santo viaggiò tra Rimini, Forlì, Cesena, Parma, Bologna, fino a quando nel luglio 1371 lavorò a Piacenza presso l’ospedale di Nostra Signora di Betlemme, dove continuò la sua opera di assistenza ai malati, ma scoprì di essere stato colpito dalla peste, evento che lo spinse a fuggire in un bosco vicino Sarmato, in una capanna sul fiume Trebbia.

Grazie a un cane, che lo salvò dalla morte consegnandogli ogni giorno un tozzo di pane, un ricco signore del luogo trovò il rifugio di Rocco, che in poco tempo si riprese.

Nel frattempo il nome del santo era ormai noto in tutta la penisola e molti raccontavano del giovane pellegrino che portava con sè la carità di Cristo e l’amore di Dio.

Dopo la guarigione Rocco riprese il viaggio verso la Francia ma, arrivato a Voghera, in provincia di Pavia, venne arrestato come persona sospetta e giudicato dal governatore, che lo fece incarcerare nella prigione locale.

Cinque anni dopo, sapendo che la morte era vicina, il santo chiese al carceriere di condurgli un sacerdote ma, al suo arrivo, Rocco era già morto, il 16 agosto 1378. 

Fu sepolto con tutti gli onori e sulla sua tomba a Voghera cominciò subito a fiorire il culto per il giovane santo pellegrino, amico degli ultimi, degli appestati e dei poveri. 

Il Concilio di Costanza nel 1414 lo proclamò santo come segno di gratitudine per la liberazione dall'epidemia di peste che si era scatenata durante i lavori conciliari. 

Dal 1999 è attiva nella Chiesa di San Rocco a Roma, dove dal 1575 è custodita una reliquia del santo, l’Associazione Europea Amici di San Rocco, che diffonde il culto e la devozione del santo della carità attraverso l’aiuto ai malati e bisognosi.

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