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Visita guidata a San Lanfranco in Pavia

24 giugno san lanfranco 1Domenica 24 giugno ci sarà l’ultimo appuntamento prima delle vacanze per una visita al complesso abbaziale di San Lanfranco in Pavia.

Il ritrovo sarà alle 15,30 sul sagrato della Chiesa, dove i volontari degli Amici di San Lanfranco accoglieranno i visitatori, l'ingresso è libero, saranno gradite offerte per il restauro dell'Abbazia.

La prima chiesa dedicata al Santo Sepolcro si trovava presso una località detta Costa Fragonaria, nei pressi del piccolo borgo di Santa Sofia, a ovest della città, costruita allo scopo di ospitare i pellegrini che transitavano da Pavia.

Successivamente la stessa venne consacrata alla memoria del vescovo Lanfranco Beccari, che vi fu sepolto.

Tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo la chiesa cadde sotto il regime della commenda, che coincise con una netta ripresa economica e sociale del monastero.

Nel 1525 durante la battaglia di Pavia, il monastero, che era stato scelto da Francesco I come base, fu teatro di alcuni scontri e venne danneggiato da un incendio.

Nel corso del Seicento vi furono diversi lavori di manutenzione, come la demolizione dell'area meridionale del complesso, resasi necessaria a causa di alcuni gravi problemi d’infiltrazione delle acque del Ticino.

Verso il 1782 il procuratore e subeconomo Luigi Poggi fece demolire tre lati del chiostro piccolo e poco dopo il monastero venne soppresso.

Nel settembre 1783 il complesso divenne parrocchia. 

La facciata dalla forma a capanna, è tripartita da sottili paraste a sezione ottagona che salgono fino alla cornice terminale con archetti pensili intrecciati, mentre al centro il portale modanato, inserito in una riquadratura in pietra, è suggestivo per la bicromia data dai conci lapidei accostati al cotto.

Nella parte mediana si sono tre aperture circolari; a coronamento di una loggetta cieca, tipica del romanico pavese.

La muratura, fatta di mattoni regolari con sottili stesure di malta, è ravvivato dalla presenza di bacini ceramici, parte di provenienza orientale, parte della prima produzione locale di maiolica, risalenti alla prima metà del Duecento. I fianchi sono ritmati da una serie di poderosi contrafforti che s’interrompono dove si trovano i resti del tetto antico, con monofore dalla lieve strombatura modanata. Nella parete meridionale troviamo il lato superstite del chiostro piccolo, lungo il fianco settentrionale un muro a scarpa di epoca tarda rappresenta un tentativo di risolvere i problemi strutturali, con un tiburio ottagono che presenta la caratteristica loggetta cieca.

Al transetto settentrionale è collegato il campanile costruito nel 1237. 

La struttura del campanile, inquadrata da lesene angolari che ne accentuano la figura, è scandita da file di archetti pensili, divise in due da una sottile parasta centrale che risale fino alla trifora della cella campanaria.

Gli archetti sono valorizzati da una fascia d’intonaco, presente anche nella parte absidale a contorno delle aperture, mentre le valenze cromatiche vengono potenziate dalla presenza di alcuni bacini ceramici, in analogia alla facciata.

La chiesa presenta una pianta a croce commissa, con una sola navata di quattro campate lievemente rettangolari collegate a un transetto emergente. I resti delle fondamenta dell’originaria struttura romanica hanno evidenziato che l'abside, poco profondo, era direttamente connesso alla campata d'incrocio.

Le volte a crociera, dalla forma lievemente cupoliforme, vengono ritmate da arcate trasversali in cotto con inserzioni di conci in pietra, dalla forma a sesto ribassato in doppia ghiera. I semipilastri sono modulati da una semicolonna a due riseghe e sono decorati con un capitello cubico con angoli smussati, di pietra o di mattoni. 

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