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Festa del Solstizio d’Estate 2018

festa solstizio estate 2018 1Sabato 16 giugno dalle 9 alle 12, l’Orto Botanico di Pavia terrà l’attesa Festa del Solstizio d’Estate, con un programma ricco di eventi.

Alle 10 si terrà una visita guidata all’Orto e alle serre, a cura degli educatori dell’Orto Botanico, mentre alle 11, in aula A, ci sarà la presentazione del saggio L’etica del turismo – responsabilità, sostenibilità, equità, con l’autore Corrado del Bo’, docente di Filosofia del Diritto dell’Università degli Studi di Milano.

Per tutta la durata della manifestazione, saranno presenti nel chiostro vari stand informativi, come  SEMIami piantami! – Diamo alla natura un’opportunità, su una campagna di sensibilizzazione sulle specie spontanee del territorio, con Silvia Assini, botanica, ricercatrice dell’Università di Pavia e RisVolta – growing light, per dialogare con i ricercatori Mirko Granata e Daniel Alexei.

Inoltre sarà possibile dialogare con i botanici e i ricercatori dell’Università di Pavia sulla conservazione della biodiversità delle specie spontanee, oltre a momenti di svago rivolti a tutti.

Per più info scrivere a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o  telefonare al numero 0382984848.

Le fonti dicono che fin dal 1520 era presente un Orto a Pavia che conservava collezioni di Piante Officinali presso l’abitazione di Leonardo Leggi, allora lettore di Medicina Pratica Ordinaria dell’Università, ma l’ubicazione di questo primo Orto non è ancora oggi molto chiara, poiché si ritiene abbia cambiato sede più volte durante il lettorato dei Semplici, in cui si susseguirono circa una trentina di lettori.

Nel 1763 fu nominato lettore Fulgenzio Vitman, che convinse l’autorità a creare una struttura utile per l’insegnamento della Botanica pavese, cosi nel 1773 fu inaugurato l’Orto Botanico di via Sant’Epifanio, istituito con decreto del Plenipotenziario di Casa d’Austria a Milano, Conte Carlo Firmian.

Per la progettazione dell’Orto pavese fu usato come modello l’Orto dei semplici di Padova e si scelse di ricorrere in particolare all’esperienza di Giacomo Marsili, che lo dirigeva.

Nel 1774 fu insediato nell’edificio il Laboratorio di Chimica e nel 1775, sotto la direzione di Valentino Brusati (1773-1777) e con Giosuè Scannagatta come curatore, l’Orto era già aperto, mentre solo nel 1776 venne avviata la costruzione delle grandi serre in legno ideate da Giuseppe Piermarini.

Nel 1777, quando assunse la direzione Giovanni Antonio Scopoli (1777-1788) l’Orto Botanico arrivò al suo assetto definitivo, molto simile agli Orti Botanici più celebri, come di Padova, grazie alle ricche corrispondenze del nuovo direttore con numerosi botanici europei quali Adanson, Allioni, Arduin, Banks, Gessner, Gleditsch, Gmelin, Haller, Jacquin, Linneo.

Il lavoro di organizzazione dell’Orto continuò sotto il prefetto Domenico Nocca (1797-1826), che arrivò nel 1797, dopo aver diretto l’Orto Botanico di Mantova, che arricchì le collezioni con una serie di scambi di semi e di piante, oltre a sostenere il rifacimento delle serre facendo ricostruire da Luigi Canonica le strutture lignee con le nuove in muratura e aumentò inoltre quelle per la coltura di piante, che divennero una serie di edifici riparabili con vetri, esistenti ancora oggi.

Al Nocca successero Giuseppe Moretti (1826-1853) e poi Santo Garovaglio (1853-1882) che, nel 1871 inaugurò il nuovo Laboratorio Crittogamico per lo studio delle malattie delle piante dovute a crittogame parassite.

Il periodo di Giovanni Briosi (1883-1919) vide l’aggiunta di serre calde, di cui due sul lato meridionale dell’Istituto, e una, a forma di cupola, sovrastante una grande vasca.

Dopo Luigi Montemartini (1920-1926) e Gino Pollacci (1927-1942), nel 1943 fu nominato direttore dell’Orto Raffaele Ciferri (1943-1964) che se la vide con una serie di pesanti danni nelle strutture dell’Istituto, tanto che furono rimosse le serre sul lato meridionale dell’edificio, oggi la facciata monumentale dell’Istituto, e venne rimodellato l’impianto del giardino sull’esempio dei parchi delle ville lombarde del XVII e XVIII secolo.

Alla morte di Ciferri, Ruggero Tomaselli (1964-1982) semplificò l’organizzazione delle aiuole ed estese la collezione di specie arboree di latifoglie, oltre ad incrementare la collezione di Cicadacee e di piante grasse anche mediante importazioni dirette dai luoghi di origine e progettò la costruzione di una nuova serra tropicale.

Durante la successiva direzione di Augusto Pirola (1982-1996) vennero introdotte nuove collezioni (Hydrangea, Pelargonium, Hosta) e fu modificata l’impostazione della collezione di rose.

Dal 1997 l’Orto Botanico fa parte del Dipartimento di Ecologia del Territorio e degli Ambienti Terrestri, dove è confluito l’Istituto di Botanica, con direttore Francesco Sartori.

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