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Sagra della Cipolla Rossa di Breme 2018

breme cipolla rossa 2018 2Dall’8 al 17 giugno a Breme, tra le campagne della Lomellina, si terrà l’edizione 2018 della Sagra della Cipolla Rossa, che, oltre alla Dolcissima,  proporrà tutte le sere intrattenimenti musicali dal vivo ed esibizioni di scuole di danza con musica per tutti a ingresso libero.

Il sabato sera e la domenica, per tutto il giorno, si terrà il mercatino dell’artigianato e degli hobbisti con oltre cinquanta bancarelle e dalle 18,30 alle 22,30, la domenica dalle 10 alle 22,30, presso la sala polifunzionale di via Po 30, ci sarà una mostra fotografica e il DVD sulla coltivazione dalla messa a dimora alla raccolta della cipolla rossa, oltre alla fototeca Riflessi, a cura dei fotoamatori di Frascarolo.

Per il sabato e la domenica ci sarà Ti presto la bici, il noleggio gratuito di biciclette campagnole per una biciclettata nella natura incontaminata dalla confluenza dei fiumi Po e Sesia, da prenotare telefonando al numero 3287816360, fino a esaurimento della disponibilità delle bici.

Tutti i giorni ci sarà la possibilità di visite autoguidate gratuite dalle 10 alle 22,30, oppure per gruppi, con prenotazione al numero 3287816360, per scoprire i tesori artistici di questo piccolo borgo della Lomellina.

Il nome di Breme proviene dal latino Bremis o Remetum, ma alcuni storici sostengono possa essere una derivazione del nome di Bremo, capo dei Galli, oppure di Brema, città della Bassa Sassonia.

Il primo documento sul piccolo borgo lomellino è un diploma del re Ugo, firmato a Pavia il 24 luglio 929, che confermava le donazioni fatte dal marchese Adalberto d’Ivrea, padre di Berengario II Re d’Italia, ai monaci dell’abbazia di Novalesa, tra cui le corti di Breme e di Pollicino.

Nello stesso anno iniziò la costruzione dell’abbazia per opera dei frati benedettini.

La storia dell’abbazia benedettina di Breme ha un forte legame con quella dell’abbazia di Novalesa, in Val di Susa, collocata sulle pendici del Moncenisio, usata per il controllo dell’importante strada che collegava i regni dei Franchi e dei Longobardi.

Questa, fondata nel 726, era, dopo pochi anni, una delle abbazie più celebri d’Europa, centro di vita religiosa e spirituale, ma anche punto di riferimento culturale, tanto che la fama del suo scriptorium e della sua biblioteca valicò le Alpi e il monastero venne posto sotto la protezione di Carlo Magno.

All’inizio del X secolo Novalesa era in pericolo dal momento che, dalle loro sedi in Provenza, i saraceni stavano arrivando al di qua delle Alpi, portando ovunque saccheggio e distruzione.

Donniverto, ultimo abate dell’abbazia di Novalesa e primo di quella di Breme, prese la decisione di fuggire a Torino con i suoi monaci, portando con sé gli arredi sacri, gli oggetti preziosi e parte della biblioteca.

Arrivati a Torino, si rifugiarono sotto la protezione del marchese Adalberto che regalò loro alcuni possedimenti, tra cui Breme.

Nel 929 iniziò la costruzione dell’abbazia, e venne fondato l’Ordine Monastico dei Bremetensi, mentre nel 973 Papa Giovanni XIII confermò l’abbazia dedicata a San Pietro, che divenne il centro del potente Ordine Bremetense, con privilegi e possedimenti in tutto il Piemonte.

I monaci di Breme, nel 1543, si unirono agli Olivetani, che fecero erigere il campanile e, sulle rovine dell’antica fortezza, edificarono il nuovo monastero.

L’Abbazia Bremetense fu soppressa nel 1784 da Vittorio Emanuele I, i beni passarono nelle mani dello stato e i monaci Olivetani si trasferirono a Novara, presso il convento di Santa Maria delle Grazie.

Politicamente Breme fu un feudo dei Visconti di Milano, quindi degli Arborio di Gattinara e successivamente venne ampliato da Mercurino, gran cancelliere di Carlo V, che comprò vaste terre limitrofe.

Nel 1164 Federico Barbarossa donò l’Abbazia e il feudo di Breme al marchese di Monferrato, Guglielmo V.

In seguito Breme fu al centro dello scontro tra Pavia e Milano, e l’antica rocca subì danni gravissimi.

Nel 1635 i duchi sabaudi e il maresciallo francese De Crequì fecero costruire una fortezza a forma pentagonale a due porte, dopo aver demolito alcune abitazioni e gran parte del convento di San Pietro.

La fortezza, dopo essere stata al centro di molte battaglie e lotte furibonde di predominio, fu conquistata dagli spagnoli, che, per non fornire al nemico una base sicura dopo la conquista, decisero di distruggerla.

Dopo l’arrivo dei Savoia, la storia di Breme è prima quella del Regno di Sardegna e dal 1861 quella dell’Italia unita.

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