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Pavia In questa perennità di giovani al Collegio Ghislieri

inquestaperennitagiovani 1Nel corso della giornata di San Pio, in onore del fondatore del Collegio Ghislieri di Pavia, domenica 6 maggio verrà inaugurata In questa perennità di giovani, la mostra dedicata agli anni di rettorato di Pietro Ciapessoni (1914-1943) e al passaggio al suo successore Teresio Olivelli.

L’esposizione nasce da lavoro di ricerca curato da Giulia Delogu, alunna del Collegio e studiosa di storia moderna e storia dell’Università, con gli alunni Elena Serina, Daniele Amodio, Massimiliano Bianchini e Francesca Rinaudo, per il laboratorio Comunicare la storia: dall’archivio al pubblico, workshop di Public History e attività formativa per gli studenti del Collegio.

Tra pannelli esplicativi, totem e numerosi oggetti originali, la mostra darà la possibilità di approfondire uno dei periodi più delicati della storia italiana dall’esperienza vissuta tra le mura del Collegio Ghislieri e nel ricordo di uno tra i suoi protagonisti più importanti.

Nonostante le evidenti difficoltà, il rettorato di Ciapessoni consolidò il vincolo tra gli studenti e l’istituzione, attraverso fondamentali attività per la modernizzazione e all’internazionalizzazione del Ghislieri.

Grazie al suo impegno, il Collegio di Ciapessoni, che fu un ospedale durante la Grande Guerra, poi ricostruito nel 1921 e poi venne duramente colpito durante la Seconda Guerra Mondiale con la morte di 15 alunni, fu sempre un punto di riferimento costante degli studenti, anche dei volontari partiti al fronte.

In una lettera indirizzata al suo rettore, Bruno Maffi, arrestato e confinato a Viterbo diceva che “Non so dirle quanto sia grato per tutto quello che ha fatto per me in questo periodo di tristezza. Il ricordo del Ghislieri è per me così luminoso, così lieto, che alle tante volte nella solitudine mi conforto in esso come in un balsamo rigeneratore”.

Inoltre il rettorato di Ciapessoni diede un profondo sostegno ad Achille Lino Jona, alunno colpito dalle leggi razziali, oltre a porsi per primo il problema del sostegno post lauream degli alunni, promuovendo lo studio delle lingue straniere e attivando borse e premi di studio per periodi di formazione internazionale.

A beneficiare di tutto ciò furono alunni che sarebbero diventati intellettuali amatissimi, come il critico Gianfranco Contini e il genetista Luigi Cavalli Sforza, omaggiato nel 2010 con il Premio Ghislieri, le cui lettere sono conservate al Collegio Ghislieri ed esposte in occasione di questa mostra.

Il tutto per un’occasione nella memoria dei rettori Pietro Ciapessoni e Teresio Olivelli, ma anche per ricostruire e omaggiare la storia del Collegio Ghislieri, ricca di persone, di legami, di sostegno.

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