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Il castello di Pinarolo Po: risvegliamo la Bella addormentata

pinarolo po castello 2Un po’ di tempo fa, quasi per caso, ho incontrato il castello di Pinarolo Po, è subito è stato amore a prima vista.

Avviluppato nel verde degli alberi del suo parco, quasi nascosto alla vista dei passanti, eppure ancora scrigno di affreschi, di balconcini deliziosi, di storie da raccontare.

Eppure l’incuria lo sta sgretolando, piano piano alcune parti vanno verso un degrado davvero triste.

Durante la prima metà di aprile, le piogge battenti hanno definitivamente fatto crollare alcune parti. Sono quelle meno nobili e prestigiose, come le mura perimetrali dell'ala destra, con accumulo di macerie nel cortile centrale.

Ma è necessario intervenire con urgenza, per salvare almeno una parte di questo maniero che fino agli anni sessanta era il centro del borgo. Molti si ricordano di aver passato pomeriggi d’estate seduti a chiacchierare sul muro di cinta, all’ombra della torre merlata.

Ripropongo parte di quanto scritto, appena dopo averlo conosciuto, nella speranza che davvero qualcuno possa contribuire a risvegliare questo Castello….

Lasciando Voghera, prima di arrivare alle colline dell’Oltrepò, oltre Casatisma, percorsi pochi chilometri si arriva a Pinarolo Po, e oroprio nel centro dell’abitato ho incontrato un castello. 

Era lì, quasi impenetrabile, forse davvero in attesa che l’arrivo di un principe risvegliasse il maniero e i suoi abitanti, restituendo all’insieme il suo antico splendore.

A Pinarolo Po, piccolo comune della provincia di Pavia, alla sinistra del torrente Verzate, si trova un castello dalla storia lunga e singolare, oggi purtroppo in condizioni di degrado.

Pinarolo Po già in epoca romana era un insediamento agricolo, grazie alla favorevole vicinanza con il fiume Po, anche se allora contava solo qualche decina d’abitanti. 

Nel 1164 la zona passò sotto il dominio dei Giorgi di Soriasco, che vivevano nell’attuale Ca’ De Giorgi, ma la svolta avvenne nel Trecento con i Beccaria di Mezzano, un ramo pavese dell’importante famiglia che possedeva molti terreni nella zona.

Il maniero fu costruito esattamente al centro del borgo, venne progettato per scopi militari e difensivi, la struttura era stata pensata per resistere alla guerra, circondata da un profondo fossato, con un ingresso principale costituito da un unico ponte levatoio, unico accesso possibile, anche se non è da escludere la presenza d’una via di fuga sotterranea, oggi sicuramente scomparsa. Era anche dotata di un pozzo interno che gli assicurava l’acqua e quindi la possibilità di sostenere lunghi periodi d’assedio.

Oggi è visibile solamente un’unica torre, che malgrado il grave stato d’abbandono del complesso rimane ancora miracolosamente in piedi, ma un tempo il castello aveva quattro torri, una per ogni angolo del complesso, utili per avere la totale visuale su tutto il territorio circostante.

All’interno si trova, invaso dalla vegetazione, un cortile, usato per svolgere vari tipi d’attività, mentre sul lato settentrionale si apriva un ampio arco a sesto acuto, accesso murato molto tempo fa, che rappresentava con ogni probabilità l’antico ingresso.

La parte frontale sulla strada, è stata completamente trasformata nel corso del Novecento, quando il castello era utilizzato ormai solo per scopi abitativi, come dimostrano all’interno diversi numeri civici, che indicano come il castello fosse suddiviso in appartamenti.

Ma oggi, e in particolare in estate, la vegetazione è così fitta da rendere praticamente impossibile l’accesso al cortile interno.

Nelle stanze del castello, resistono ancora innumerevoli decorazioni, alcune veramente incredibili, in parte del Settecento, e altre risalenti all’Ottocento, ma probabilmente si possono individuare anche decorazioni più antiche.

Il complesso architettonico del castello ha una pianta a C, con due corti laterali e quella che un tempo era la villa nella parte centrale, una delle due corti aveva scopi agricoli, con stalle e magazzini ed è la parte più degradata, con crepe importanti, mentre le poche scale rimaste, sono estremamente pericolanti, tanto che non ci si deve avventurare per nessun motivo all’interno del castello. 

Nel 1750, quando l’ultimo discendente della famiglia Beccaria di Mezzano morì senza lasciare eredi, il castello passò alla famiglia Bellisomi di Pavia, che nel corso del tempo fece molte modifiche all’edificio, rendendolo com’è oggi.

Nel Novecento il castello era di proprietà di due sorelle, che non riuscirono a trovare un accordo su come spartirsi la proprietà, questo purtroppo portò il Castello verso lo stato di abbandono in cui versa oggi.

Oggi il maniero è ufficialmente chiuso, il cancello un po’ fatiscente permetterebbe di entrare, ma la stabilità della struttura, il tetto in parte crollato, alcune persiane in uno stato di equilibrio incerto lo sconsigliano.

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