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I volti che hanno cambiato la storia. Dai mosaici antichi ai mosaici contemporanei

volti storia mosaico 1Dal 10 marzo al 20 maggio, presso i Musei Civici di Pavia, ci sarà una mostra, dove i mosaici pavimentali di epoca romanica, oggi conservati nell'antica cappella del Castello Visconteo, di recente sottoposti a un intervento di restauro, saranno in dialogo con i mosaici contemporanei realizzati da Lady Be, giovane artista Pop molto nota a livello internazionale.

Originaria di Pavia, Lady Be utilizza la tecnica del mosaico contemporaneo, che vede l'utilizzo, al posto dei tasselli, di piccoli oggetti di plastica come giocattoli, pezzi di materiali di recupero, oggetti di uso comune come penne, involucri di make up, tappi di bottiglie, bottoni e altri manufatti, per comporre i ritratti di volti conosciuti.

L'arte di Lady Be, è stata inserita in molte pubblicazioni internazionali e adesso, dopo aver portato le sue opere a New York, Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Malta, Berlino, e nelle principali città italiane, l’artista pavese torna alle origini.

La mostra delle opere di Lady Be sarà allestita nella sezione Romanica e Rinascimentale, dove si trovano gli antichi mosaici pavimentali provenienti da chiese pavesi di epoca romanica, oggi non più esistenti.

Accanto ai mosaici romanici saranno dunque esposti quelli contemporanei, per un accostamento tra antico e moderno con interessanti spunti interpretativi.

Il mosaico è una composizione pittorica, formata da frammenti di materiale di diversa natura e colore, chiamati tessere, che a loro volta possono essere decorate con oro e pietre preziose.

Questa tecnica venne ideata nell'antico Egitto, quando era usata per decorare oggetti d'arte, come i grandi troni dei Faraoni.

L'arte del mosaico arrivò in pochi anni a Roma e continuò a essere usata per molti secoli, infatti oggi ci sono laboratori dove i maestri del mosaico lavorano per riprodurre gli antichi disegni. 

Inizialmente, i mosaici seguivano il modello di quelli greci, soprattutto per i temi dei disegni, poi ci furono i veri e propri mosaici romani, caratterizzati da motivi geometrici, arabeschi, vegetazione e rappresentazioni della vita sociale.

Durante il regno di Adriano, nei luoghi pubblici e nelle case meno lussuose, comparvero i primi mosaici bianchi e neri, molto usati in seguito nelle Terme di Caracalla, dove si sono conservati fino ad oggi.

Oltre a mosaici bicromatici a Roma si diffuse la moda della sectilia, gli splendidi pavimenti in marmo, ancora oggi visibile negli antichi palazzi imperiali del Palatino e nelle sale di Villa Adriana a Tivoli.

La tecnica del mosaico divenne cosi una vera arte decorativa, molto amata tra le famiglie aristocratiche di Roma come parte integrante dell'ambiente, influenzando così anche l'iconografia, con scene mitologiche nei templi, motivi legati al mare nelle terme, scene di atleti nelle palestre, nature morte e scene erotiche sulle pareti delle stanze da letto.

I materiali utilizzati per realizzare mosaici erano gemme in marmo, pietra e vetro di vario genere e in particolare la pasta di vetro che permetteva una grande raffinatezza tecnica.

Verso la fine della Repubblica Romana si diffuse la parete a mosaico, scavata nella roccia utilizzata nella costruzione di sotterranei, dove l'elemento principale era rappresentato da una fontana.

Ma durante la Roma Imperiale i colori e i temi dei mosaici romani si diressero verso rappresentazioni orfiche e religiose, dopo la diffusione del Cristianesimo a Roma.

La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17.50.

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