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Un viaggio tra le stelle: domande ad Ale Puro

ale puro stelle 1Su una grande città c’è un bambino che sorvola, in un cielo fatto di stelle e pianeti, su un aereo che ha progettato, o solo disegnato, lui stesso.

Ed è questo il soggetto del nuovo, maxi murales realizzato da Ale Puro, l’artista vigevanese ormai una superstar nell’ambito della street art, su una parete di 230 metri quadri, appartenente al calzaturificio Pepé, parte del complesso residenziale Da Vinci in viale dei Mille a Vigevano.

Ale Puro vive a Vigevano e ha iniziato la sua carriera artistica giovanissimo quando si approccia al mondo del Writing e della Street art.

Dopo gli studi all'accademia di Brera, Ale vive e lavora in Messico e in India per alcuni anni, sempre guardando il mondo attraverso gli occhi di un viaggiatore curioso, oltre ad avere vari echi o del periodo in cui ha vissuto all'estero, in un mondo fanciullesco di sogni e speranze.

Nel 2015 ha collaborato con l’editore Espressione per la prima edizione illustrata della serie StreetAland.

Abbiamo rivolto alcune domande ad Ale Puro sul suo lavoro e sul grande murales di Vigevano.

Come definirebbe Ale Puro?

Ale Puro lo definirei come i protagonisti dei suoi lavori, un ragazzo semplice con la testa tra le nuvole.

Quali sono i suoi ricordi più belli dell’infanzia a Vigevano?

Diciamo che ho avuto un’infanzia serena, tantissimi ricordi sia belli che meno belli, però tutti importanti per la mia ispirazione e per il mio percorso artistico.

Come si è avvicinato al mondo della street art?

Ho cominciato a sedici anni dipingendo a spray e facendo murales, il passaggio, con i figurativi e la street art, è venuto in automatico col tempo.

Lei ha vissuto per anni in Messico, che cosa ricorda di significativo di quel periodo?

Il Messico è un posto fantastico e tutti i luoghi all’estero che ho visitato danno una grande carica e ispirazione artistica. Forse è stato piu significativo il periodo che ho passato in India, ero in un villaggio e l’approccio con lo stile di vita del posto è stato un bell’impatto. Ma è lì che sono cresciuto molto e forse è per questo che sono molto attaccato all’india e ricordo con piacere tutte le persone che ho conosciuto durante la mia permanenza.

Dopo il ritorno in Italia, ha iniziato a lavorare nel mondo della street art italiana, come ha vissuto il suo successo?

Ah no... nessun successo! Diciamo che dopo un po’ il nome gira, e facendo i lavori per strada, ho piu possibilità per far conoscere i miei lavori alla gente e avere una certa visibilità, per il resto disegno e mi diverto cercando di trasmettere le mie sensazioni.

Com’è stato contattato per il murales di viale dei Mille a Vigevano?

Per il murales in Viale dei Mille è stata la proprietà delle palazzine in costruzione, la Leonardo srl, che hanno contattato diversi artisti della zona per proporre un’idea per dipingere la facciata del fabbricato che confina, ed è piaciuta la mia idea di proposta dando via al progetto.

Nella sua poetica ha un ruolo importante la figura del bambino…

Assolutamente si! Sono i migliori interpreti per le tematiche che affronto, diciamo che è la visione poetica e fanciullesca, con temi attuali, vista appunto attraverso lo sguardo di un bambino… è un’attenzione a certi particolari che secondo me, colpa lo stile di vita frenetico che siamo costretti a vivere, andiamo a perdere crescendo.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Non ho progetti particolari, per ora i miei obiettivi sono continuare crescere e migliorarmi artisticamente, disegnando sempre il piu possibile. 

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