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Le Stagioni del paesaggio a Voghera

voghera stagioni 1Dal 16 dicembre al 13 gennaio 2018 la Galleria Spazio 53 in Piazza Duomo a Voghera propone la mostra fotografica collettiva dei Landscapes Hunters e a cura di Erminio Annunzi Le Stagioni del paesaggio: Inverno 21-12/20-03.

L’associazione fotografica con presidente Arnaldo Calanca ha negli ultimi anni ideato 72 mostre nella sede di piazza Duomo 53 e un cospicuo numero d’iniziative e collaborazioni presso altre sedi, come il Castello di Voghera.

La mostra fotografica Le stagioni del paesaggio Inverno 21-12/20-03 vede gli scatti di Emanuela Baccichetti, Gianluca Ciotola, Mauro Conti, Maria de Toni, Paolo Ghioni, Lucija Hrvat, Massimo Magistrini, Gianfranco Pallanza, Paolo Perego e Guido Polli e ha il patrocinio del Comune di Voghera dell’assessorato alla Cultura e di Unicef.

Della mostra il critico Renzo Basora ha detto che Le stagioni del paesaggio è un progetto dei Landscapes Hunters, un gruppo fotografico con lo scopo di impegnarsi nella fotografia di paesaggio alla ricerca di nuove vie espressive, stilistiche e personali, raccontando con occhi e sensibilità uniche, le trasformazioni che il paesaggio di natura subisce durante il fluire del tempo.

Nel compiere la ricerca dedicata al tempo della natura il gruppo ha iniziato dall’Inverno, una stagione che per il paesaggio significa silenzio e un tempo rallentato e ovattato dalle nebbie e dalla neve; ma sotto questa coltre cela un’immagine turbolenta, dove la vita, apparentemente sopita, freme in attesa di un risveglio prossimo a venire.

L’inverno è la stagione del freddo, del gelo, delle giornate corte, del buio che vince sulla luce, ma ciò è solo apparenza, è l’inganno del cuore, oltre ad essere il paradosso con cui gli uomini trattano le cose della natura.

E di ciò la natura si nutre, ben sapendo di come il ciclo della vita abbia bisogno, per rigenerarsi, di luce come di buio, di freddo come di caldo, di vita come di morte, ed è durante l’inverno che questo paradosso si pone di fronte agli occhi in modo prepotente, quasi abbagliante.

Nella mostra lo dimostrano delle immagini bianco luminescenti, quasi eteree, per simboleggiare la rinascita a partire dalla luce o, con le cupe fattezze di paesaggi dormienti; un sonno carico di sogni e speranze.

La stagione invernale è un viaggio dove la natura cambia il tempo, non quello meteorologico, bensì quello relativo dell’esistenza, lontano dalla prigione misurata e standardizzata, per giungere a una dimensione irraggiungibile agli esseri umani.

La mostra è visitabile da lunedì a sabato dalle dieci alle dodici e dalle sedici alle diciannove, l’ingresso è libero.

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