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Storia e tradizioni del solstizio d’inverno

  • Paola Montonati

solstizio inverno 1Domani, 21 dicembre, con il solstizio d'inverno inizia la stagione più fredda dell'anno, nel giorno più breve dal punto di vista delle ore di luce, che da questo momento in poi inizieranno ad aumentare rispetto alle ore di buio.

Ma l'importanza del solstizio è oltre la scienza e l'astrologia, si perde nei secoli ed è un evento legato al sole e alla luce.

Per la tradizione popolare il solstizio d'inverno segna l'inizio di una stagione che ha dentro di sé i semi della rinascita della primavera infatti, con l'aumento progressivo delle ore di luce, la natura si prepara al risveglio.

Infatti tra il 21 e il 22 dicembre il sole nel solstizio tocca il punto più basso dell'orizzonte rispetto alla linea del parallelo locale, poi inizierà a risalire così il potere del sole, rappresentato dalla sua luce, ricomincerà a crescere.

Ma pochi sanno che nel mondo germanico il solstizio d'inverno corrisponde a Yule, mentre nella tradizione druidica si parla di Alban Arthan, la festa della Luce di Re Artù.

Yule era una festa celtica che veniva celebrata in occasione del solstizio d'inverno e, nelle tradizioni germanica e celtica precristiana, era quella del solstizio d'inverno.

Nel paganesimo e nel neopaganesimo, soprattutto in quello germanico, questa festa rappresenta uno degli otto giorni solari ed era celebrata intorno al 21 dicembre nell'emisfero settentrionale e intorno al 21 giugno in quello meridionale.

La parola Yule deriva dal norreno Hjól o ruota, con un riferimento al fatto che, nel solstizio d'inverno, la ruota dell'anno si trova al suo estremo inferiore e inizia a risalire.

Nei linguaggi scandinavi, il termine Jul ha i significati di Yule e di Natale, ed è anche usato nelle lingue finniche per indicare il Natale, anche se queste lingue non siano di ceppo germanico.

Non si sa molto delle antiche celebrazioni di Yule, che dovevano essere un periodo di danze, riposo e festeggiamenti.

Il rituale più tradizionale di Yule era una veglia celebrata dal tramonto all'alba successiva durante la notte più lunga dell'anno in corrispondenza con la notte del 21 dicembre, quella del solstizio d’inverno.

Nel corso del tempo la festa di Yule divenne il Natale come lo conosciamo oggi, infatti l’albero di Yule, simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l'oscurità dell'inverno, è diventato l’albero di Natale.

I festeggiamenti di Yule oggi sono legati ai riti nel Wicca con la commemorazione della morte dell’Holly King, il Re Agrifoglio, che simboleggia l'anno vecchio e il sole al declino, per mano del suo successore, l’Oak King, il Re Quercia, che simboleggia l'anno nuovo e il sole che inizia la sua ascesa.

Gli antichi Saturnali del Romani trovano le loro radici in tradizioni religiose che si perdono nella notte dei tempi, che richiamavano la rinascita del sole e il ritorno della luce come fonte di energia e simbolo di potere.

Le feste pagane del solstizio d'inverno ricordavano l'importanza della trasformazione e della rinascita e tra i loro simboli c’era il vischio, che richiama la vita e la rigenerazione.

In diverse zone d'Italia oggi il solstizio d'inverno è diventato un’occasione di ritrovo, di socializzazione, di riflessione o meditazione per iniziare ad accogliere l’anno che verrà.

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