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Il Presepe Vivente 2017 di Castelnuovo Scrivia

presepe vivente castelnuovo scrivia 1A Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, ogni anno per Natale si può visitare uno dei presepi viventi più caratteristici del nord Italia, dove più di cento volontari lavorano per tre mesi nell’ampio cortile dell’Oratorio San Luigi Orione a un vero e proprio villaggio con cascate, mulini, laghetti e ponti, capanne, animali e le botteghe, al cui interno sono svolti dai volontari in costume gli antichi lavori, compresa la lavorazione del gualdo con tanto di macine originarie.

Sono cinque gli appuntamenti in cui poter vedere per la 22° edizione del Presepe Vivente di Castelnuovo Scrivia, domenica 24 dicembre dalle 21 alle 23,30, martedì 26 dicembre  dalle 15 alle 18, lunedì 1 gennaio dalle 15 alle 18, sabato 6 gennaio dalle 15 alle 18 e domenica 7 gennaio dalle 15 alle 18.

Il Presepe Vivente di Castelnuovo Scrivia nel 2015 ebbe il conferimento della medaglia della presidenza della Repubblica da parte del sindaco Pierangelo Luise a tutti i volontari che curano l’allestimento del presepe vivente.

I primi insediamenti a Castelnuovo Scrivia risalgono all’epoca romana, come attestano i reperti rinvenuti nelle zone di San Damiano, Bovera, Goide, Ova e Cadé, ma il nucleo abitato vero e proprio sorse intorno al 500 d. C sotto gli Ostrogoti di Teodorico, poi fu ampliato e potenziato nel 722 dal re longobardo Liutprando.

Nel Medioevo Castelnuovo, di parte ghibellina, divenne un alleato di Federico Barbarossa e partecipò alla distruzione di Tortona del 1155, ottenendo in cambio vari privilegi, come il diritto di collocare sulla torre la bandiera comunale, con i colori giallo-oro e bianco-argento, ed ebbe l’esclusiva del mercato del gualdo, per tingere di blu le stoffe.

La rivalità con Tortona provocò varie guerre, finché Castelnuovo, all’inizio del Trecento, non divenne un feudo del ducato di Milano, con le signorie dei Bandello, Torriani, Visconti, del Carmagnola e degli Sforza.

Tra i feudatari va ricordato Borso d’Este che, negli anni dal 1443 al 1471, diede impulso alle attività economiche locali, come la tintoria delle stoffe, l’oreficeria, il ferro e il rame, inoltre concesse il beneficio dell’esenzione dal servizio militare e potenziò il mercato del giovedì, le fiere di San Giuseppe, di San Desiderio e della Natività.

Dopo la parentesi spagnola con i D’Avalos, Castelnuovo nel 1570 divenne un feudo dei marchesi Marini, che fecero costruire la chiesa e il collegio di Sant’Ignazio e il palazzo, oggi sede municipale.

Nel 1778, alla morte della marchesa Giovanna, ultima dei Marini, coniugata con il patriarca della famiglia Centurione, le successe il figlio, il principe Carlo Centurione.

Il 17 giugno 1828 furono demolite le mura, lunghe per ben 3600 metri, che pur avevano fatto di Castelnuovo una posizione militare di notevole importanza per compagnie di ventura, eserciti francesi, spagnoli e austriaci, grazie anche alla collocazione strategica nel punto d’incontro fra le vie del sale, dal mar Ligure lungo lo Scrivia, e la valle del Po.

Da allora, nonostante il proliferare di filande e fornaci, Castelnuovo visse un forte declino, aggravato dalla forte emigrazione degli abitanti verso il Sudamerica, poi nel secondo dopoguerra il paese ha ripreso vigore puntando su nuove industrie, sull’agricoltura, sul commercio, ma anche sul turismo.

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