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Uno: Uno con il re longobardo Rotari

rotari pavia 1L'ultimo appuntamento dell'edizione 2017 di Uno:Uno. A tu per tu con l'opera, l’iniziativa ideata dai Musei Civici del Castello Visconteo, è previsto per domenica 26 novembre alle 16 è verrà dedicato ai Longobardi, il popolo dalle lunghe barbe che fino al 3 dicembre sarà a Pavia con la mostra allestita presso le Scuderie del Castello.

Protagonista dell’'appuntamento sarà Rotari, re dei Longobardi dal 606 al 652, sposo di Gundeberga, vedova del suo predecessore e figlia della regina Teodolinda, che il 22 novembre 643 a Pavia emanò l'editto di Rotari.

Era il primo codice di leggi scritte in latino del popolo longobardo, composto di 388 articoli ed era una chiara manifestazione della volontà del re di affermare una giustizia unica in tutto il regno, ma è anche una fonte per ricostruire la vita sociale ed economica del popolo dei Longobardi.

La società longobarda era divisa in tre gruppi, i liberi o arimanni, i semiliberi o aldi e i servi, e aveva come cuore dei rapporti familiari il mundio, la protezione del capo famiglia sulle donne e sui minorenni.

Grande novità introdotta dall'Editto fu l'abolizione della vendetta privata, che venne sostituita dal guidrigildo, il pagamento di una somma in denaro alla parte lesa, che poteva essere variabile a seconda dell'offesa arrecata.

Rotari è noto anche per la cripta di Sant'Eusebio a Pavia, che quel che resta di un edificio di origini antiche che venne usato come cattedrale ariana, con i capitelli cosiddetti ad alveoli in stile longobardo.

La chiesa di Sant’Eusebio venne ricordata da Paolo Diacono come la cattedrale ariana di Pavia negli anni di re Rotari e come prima sede del vescovo Anastasio, poi abbandonata dopo la conversione alla fede cattolica.

Il complesso poi ebbe una radicale ristrutturazione architettonica in epoca romanica, tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo, cui seguì un secondo rifacimento nel XVII secolo, poi fu sconsacrata agli inizi dell'Ottocento e nel 1923 ci fu il definitivo abbattimento per il riassetto urbanistico della zona.

Recentemente l’artista Silvia Manazza ha ricordato Rotari e il suo popolo nel 2017 con l’opera Rotari e i Venti forti sul Mediterraneo, dove i Longobardi e il loro esercito sono il simbolo di nuove storie capaci di legare il passato al presente, adesso esposta nella prima sala del museo archeologico per la mostra Contempora langobardorum.

La conferenza sarà tenuta dalla dottoressa Silvia Salvaneschi e vedrà anche un intrattenimento musicale di Gianmarco Andreoli, Davide Tadé e Alessandro Margherita, a cura dell'Istituto Superiore di Studi Musicali Franco Vittadini di Pavia, poi sarà possibile recarsi presso la cripta di Sant'Eusebio per terminare il percorso.

L'ingresso a Uno: Uno sarà gratuito per tutti i possessori della My Museum Card, la carta che a 18 euro per tutto l’anno consente l'accesso illimitato alle collezioni museali e alle mostre organizzate dai Musei Civici, la partecipazione gratuita a tutti gli eventi collaterali e riduzioni speciali per le mostre delle Scuderie e gli acquisti al bookshop.

Chi non ha la My Museum Card, dovrà versare un euro, come piccolo contributo alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale della città.

Il ritrovo è previsto presso la biglietteria dei Musei Civici alle 16, senza bisogno di prenotazione.

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