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Mi ricordo, sì, io mi ricordo... a Pavia

ricordo chiolini 1Dall’8 giugno al 2 luglio, presso il Broletto in Piazza della Vittoria di Pavia, ci sarà un viaggio in un mondo in bianco e nero, tra militari dopo la liberazione, universitari a un raduno scientifico in un cortile dell'ateneo, medici e infermieri di un reparto dell'ospedale, classi di scuole materne ed elementari, parrocchiani sul sagrato di una chiesa e amici al ristorante.

Tutti questi volti sono stati immortalati dalla macchina fotografica di Guglielmo Chiolini e ora saranno i protagonisti della mostra, organizzata dal Settore Cultura del Comune di Pavia, a cura di Roberta Manara, Mi ricordo, sì, io mi ricordo... Gruppi fotografici dall'Archivio Chiolini, con una sessantina di immagini della Pavia di tanto tempo fa.

La mostra, che nel titolo ricorda il docufilm su Marcello Mastroianni, in cui l’attore parlava di memoria, di vecchiaia, di amore e interrogativi esistenziali, nasce come l’epilogo di un progetto ideato dai Musei Civici in collaborazione con La Provincia Pavese.

Per quattro mesi, da febbraio, con cadenza settimanale La Provincia Pavese ha proposto una pagina con alcune fotografie provenienti dall’Archivio Chiolini, comprato dal Comune di Pavia nel 2009, con il contributo di Fondazione Cariplo e Unione Industriali, che ha ben 880mila fototipi e oggi conservato presso il Castello Visconteo.

E non sono immagini come tante, ma sono le foto di gruppi riemerse dalle 1600 lastre in vetro conservate in scatole dove Chiolini aveva scritto con il pennarello Gruppo/i, tutte fotografie non ancora catalogate, senza la descrizione del luogo in cui sono state scattate, i nomi delle persone ritratte, la circostanza, l’epoca.

Proponendole settimanalmente La Provincia Pavese ha chiesto ai lettori di collaborare, per ridare un nome a un volto in mezzo a tanti, identificare un luogo, l’insegna di un negozio, la sala gremita di un ristorante, il cortile di un oratorio, l’aula di una scuola, un evento collettivo o una data oggi dimenticata.

Adesso molte di quelle immagini esposte ora in mostra hanno finalmente un’identità, e sono stati trovati una situazione, una data, un nome, un luogo, per un ricco mosaico corale della storia pavese del Novecento.

“Dentro ogni scatto c’è una storia, perché Chiolini non era solo un maestro della fotografia, era anche un grande osservatore della vita e della società. Con il suo lavoro ha costruito negli anni il poderoso affresco di un’epoca fatto di volti, luoghi, ambienti e avvenimenti. Si tratta” dice Susanna Zatti, direttrice dei Musei Civici “di una fonte importantissima di documentazione relativa a molti aspetti della storia italiana del XX secolo, e per Pavia, poi, è il deposito delle memorie collettive di un’intera comunità che in quegli scatti ritrova i monumenti, le vedute, i personaggi pubblici e, soprattutto, tanta gente comune che ha posato davanti alla sua macchina fotografica per lasciare traccia di sé”.

La mostra sarà visitabile giovedì e venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19

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