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Pavia Palio del Ticino 2017

palio ticino 2017 1Il 10 e 11 giugno Pavia torna a vestirsi di tradizione e storia con il Palio del Ticino, nella sua undicesima edizione, tra le vie e i monumenti della città, tra cortigiane, dame, armigeri, costumi d'epoca, la gara sul fiume, la benedizione a San Michele, gli sbandieratori e da quest'anno, anche le fontane danzanti al Castello Visconteo in occasione della sempre suggestiva Cena di Gala.

Sabato sera a partire dalle 20, ci sarà Castello in festa che vedrà lo strabiliante spettacolo di fontane danzanti con getti d'acqua e fuoco alti 30 metri, una suggestiva cena di gala sotto il porticato in collaborazione con Meeting Catering Banqueting e la gara degli arcieri per determinare lo schieramento di partenza della gara dei barcé della domenica pomeriggio.

La giornata di domenica 11 comincerà alle 10.30 con la Cerimonia di Benedizione presso la Basilica di San Michele Maggiore con il Duca e la Duchessa, al seguito gli armigeri, gli sbandieratori e le cortigiane.

Alle 16.30 ci sarà la sfilata del Corteo Storico che partirà dal Castello Visconteo di Pavia fino a giungere in Borgo Ticino e alle 18  la partenza ufficiale della gara dei barcé.

Pronti a sfidarsi nel palio saranno le sei squadre che rappresentano la tradizione del remo pavese, a Società Canottieri Ticino, il Circolo Culturale La Barcela, la Società Battellieri Colombo, il Club Vogatori Pavesi, il Cus Pavia e l'Associazione Motonautica, mentre per il 2017 il drappo sarà realizzato da Giovanna Fra.

Se il vecchio Palio dell'Oca risaliva fin all'epoca dei Galli, il nuovo Palio del Ticino, nato nel giugno del 2006, si ispira a un avvenimento storico nel giugno del 1431, quando il Duca era Filippo Maria, figlio di Caterina e di Gian Galeazzo Visconti.

In quel periodo ci fu lo scontro tra la flotta di Filippo Maria,  guidata da Pasino degli Eustachi, pavese e Capitano Generale del Naviglio Ducale e della Darsena, e l'imponente flotta della Serenissima Repubblica di Venezia di Nicolò Travisano.

I navigli ducali, salpati da Pavia per evitare un attacco alla città nei pressi di Cremona, s’imbatterono nella flotta della Serenissima che, forte di un centinaio di navi cariche di soldati, risaliva il fiume proprio per assediare Pavia.

Dopo la vittoria sui veneziani, i pavesi in segno di tripudio decorarono le imbarcazioni con quello  che di vivace e colorato avevano a disposizione, comprese le divise degli ufficiali veneziani catturati e si dice che da ciò deriva il termine Gran Pavese utilizzato per indicare le navi da decorare nei giorni di festa.

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