• Eventi
  • Santa Giuletta Mostra mercato della bambola e del giocattolo d’epoca 2017
  • Eventi
  • Santa Giuletta Mostra mercato della bambola e del giocattolo d’epoca 2017

Santa Giuletta Mostra mercato della bambola e del giocattolo d’epoca 2017

bambole santa 1Domenica 14 maggio a Santa Giuletta, in provincia di Pavia, si terrà la quarta Mostra Mercato della Bambola e del Giocattolo d’Epoca, presso la palestra comunale in via Marconi con ingresso gratuito dalle 10 alle 17.

All'interno della Mostra ci sarà un'interessante esposizione di bambole artistiche, realizzate interamente a mano, gli espositori arriveranno da tutta l'Italia centro-settentrionale, come anche collezionisti e appassionati del settore.

La storia della produzione di bambole a Santa Giuletta ebbe inizio negli anni Trenta del secolo scorso e si concluse alla fine del Novecento  con l’avvento dell’uso della plastica, della produzione industriale e delle nuove realtà italiane e straniere.

Il primo laboratorio a Santa Giuletta fu la ditta Fata dei cugini Teresio Garbagna e Luigi Porcellana, poi ci furono nomi come Liala (1945), Diva (1949) e, ancora, Silba, Alba, Giulietta, Lilly, Miva, Farida, Rossella, Liana, Milena, Monel e Sapia, quest’ultima già indirizzata verso la produzione in plastica degli anni Settanta.

Il materiale utilizzato per le bambole era la cartapesta, sostituita nel tempo da polistirolo, polietilene e vinile, poi dall’inizio degli anni Sessanta s’iniziò a produrre anche peluche e pupazzi, come nella ditta Rossella, dove nacque il primo Topo Gigio su disegno di Maria Perego.

Tutti i laboratori artigianali della bambola di Santa Giuletta erano vere e proprie unità d’azione per la bambola, con al centro la cartapesta, ottenuta da fogli di giornale.

La filiera comprendeva vari passaggi, come  stampi, incollaggio, inserimento di occhi e sonagli, colorazione dell’incarnato, capelli, poi le modiste disegnavano gli abiti, che le addette confezionavano spesso dipingendo a mano bordi e finiture.

Molto attenta era la ricerca dei materiali, delle stoffe e dei complementi e nessun dettaglio sfuggiva, anche le unghie delle bambole erano laccate.

Le bambole di Santa Giuletta erano distribuite in tutta Italia, ma anche esportate all’estero.

Il modello più diffuso era la damina, con i suoi abiti particolarmente preziosi in materiale e finiture ricercate, e non destinata al gioco delle bambine ma all’abbellimento come soprammobile.

In passato si usava collocare una bambola sul letto appena rifatto.

Da ricordare anche la bambola più alta prodotta sino alla fine degli anni Sessanta (105 centimetri) e un prototipo che anticipava l’attuale Barbie.                                                                                          

Pin It

Collabora

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Pubblicità su PaviaFree.it
Scrivi per PaviaFree.it

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.