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Pavia Il Collegio Ghislieri, una città, un papa, un capolavoro

visita ghisleri 1Domenica 12 marzo, dalle 15:30 alle 17:30, l’Associazione Amici dei Musei e Monumenti Pavesi proporrà una visita guidata gratuita a cura di Jessica Maffei a uno dei più rinomati collegi universitari pavesi, fondato nel 1567 per volere di Papa Pio V, al secolo Antonio Michele Ghislieri.

Nel 1566, dopo la sua elezione al soglio pontificio, Papa Ghislieri propose il progetto di un collegio che portasse il nome della sua famiglia a Pavia, dove era stato inquisitore e presso il convento domenicano di San Tommaso lettore di filosofia e teologia.

Cosi nacque il Collegio Ghislieri di Pavia, che nel 1569     ebbe anche l’autonomia finanziaria grazie al trasferimento di un intero feudo appartenente all’abbazia di San Pietro in Ciel d'Oro, quello del Castello di Lardirago, che oggi è un Centro per attività culturali.

Aperto dapprima ai soli chierici, il Collegio acquistò un nuovo volto a partire dalla metà del Settecento, quando il patronato sull'ente venne assunto direttamente dalla monarchia austriaca, allora regnante in Lombardia, poi sotto Napoleone fu una scuola militare.

Gli anni del Risorgimento videro al Ghisileri alcuni protagonisti delle Cinque Giornate milanesi, come Cesare Correnti, Carlo De Cristoforis e Giuseppe Zanardelli.

Il progetto del Collegio era stato affidato dal Papa a Pellegrino Pellegrini Tibaldi, che realizzò un edificio a pianta quadrata, imponente ma non vuotamente scenografico, con il grande quadriportico del piano terreno e il lungo corridoio del primo piano, dove si aprono le camere degli studenti, illuminato da due grandi logge chiuse con vetrate dalla fine dell'Ottocento.

Verso la metà del Settecento l'edificio venne notevolmente ampliato con l'aggiunta di una nuova ala detta Crimea, poi nel 1936 raccordata con la parte monumentale del Collegio con un'ala più piccola dove venne realizzata, nell’ultimo dopoguerra, l'Aula Goldoniana per conferenze e convegni. 

Su di un'area attigua si trovano le palazzine della sezione femminile, realizzata nel 1965, in parte di nuova costruzione e in parte frutto della ristrutturazione di edifici preesistenti. 

Molto interessante è la cappella, che venne terminata da Alessandro Mollo nei primi del Seicento, con una piccola sacrestia, mentre il suo spazio interno si sviluppa in una cupola a otto spicchi con lanterna.

La storia del Collegio è stata segnata anche da importanti personaggi del passato e del presente. Come Napoleone nel 1805, Garibaldi nel 1848, l'imperatore Francesco Giuseppe nel 1857, Vittorio Emanuele II nel 1859, Vittorio Emanuele III nel 1925, Mussolini nel 1932, i Presidenti della Repubblica, nel 1955 Luigi Einaudi, nel 1961 Giovanni Gronchi, nel 1986 Francesco Cossiga, nel 1993 Oscar Luigi Scalfaro, il Presidente del Consiglio dei Ministri Aldo Moro nel 1967 per le celebrazioni per il IV centenario del Collegio, il Segretario Generale della NATO Manfred Werner nel 1991, il Presidente della Repubblica Federale di Germania Richard von Weizsäcker e il Presidente del Senato Giovanni Spadolini sempre nel 1991, il Presidente della Commissione europea, Romano Prodi e del Ministro dell'Università nel 1999.

Altre illustri personalità hanno vistato il Collegio in occasioni di convegni scientifici, conferenze, seminari, come lo scrittore E.M. Forster (1958), il premio Nobel per la Letteratura Salvatore Quasimodo (1959), Albert Sabin scopritore del vaccino antipolio (1965), i premi Nobel per la Fisica Alfred Kastler (1969), Felix Bloch (1973), Emilio Segré (1975), il premio Nobel per la Medicina Alfred Kornberg (1981), il filosofo della scienza Karl Popper (1983), il Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia (1984), i premi Nobel per l'Economia, Herbert Simon, e per la Chimica Sir Derek Barton nel 1988, lo psicoanalista Cesare Musatti (1988), il premio Nobel per la Fisica Jerome I. Friedman (1993), l’astrofisica Margherita Hack (2009), lo scrittore Abraham Yehoshua (2008), il genetista Edoardo Boncinelli (2008), i Presidenti della Corte Costituzionale Giovanni Flick (2009), Gustavo Zagrenelsky (2009) e Valerio Onida (2010).

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