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Belgioioso Una mostra per Italo Mussa

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“Piedi per terra, testa tra le nuvole...in questo declino, l'artista ha ritrovato una nuova individualità, capace di affrontare i frammenti della crisi con gli strumenti tradizionali dell'arte. I soggetti della sua pittura sono ora coltivati nel paesaggio interiore della sua intima visione creativa”.

(Italo Mussa).

Dal 4 febbraio al 13 marzo il Castello di Belgioioso ospiterà la mostra Artisti dalla Pittura Colta. Omaggio a Italo Mussa, curata da Giuliano Allegri, creatore delle Edizioni della Bezuga, e dal M.A.C.O (Modern Art Center of Oltrepo’ Pavese) di Casteggio.

La mostra spiegherà il rapporto tra il lavoro del critico scomparso nel 1990 e quello di 4 artisti a lui legati, Alberto Abate, Carlo Bertocci, Ubaldo Bartolini, Lorenzo Bonechil, legati alla Pittura Colta così come l’aveva immaginato Italo Mussa.

Il ricco volume-catalogo conterrà i testi critici di Giovanna Giordano, oltre a una preziosa testimonianza sulla figura di Mussa, due ampie interviste-dialogo di Fabrizio Guerrini, giornalista ed esperto d’arte, dove gli artisti Carlo Bertocci e Ubaldo Bartolini indagano il legame tra il loro lavoro creativo e quello d’analisi e riflessione teorica del critico.

Gli anacronisti, definiti anche citazionisti, ipermanieristi o pittori colti, erano rappresentanti di una tendenza teorizzata e sostenuta a partire dal 1980 circa, da critici come Maurizio Calvesi, Italo Mussa, Italo Tomassoni e Giuseppe Gatti.

Le loro opere hanno un recupero delle tecniche, degli stili e dei temi della grande arte del passato e da una rivisitazione del museo in chiave di libera reinterpretazione citazionista, con valenze manieriste, neoclassiche e fantastico-letterarie, incrociando le varie epoche tra invenzione e ironia, con un occhio alla svolta postmoderna avviata nell'arte figurativa alla fine degli anni Settanta.

“Ho attraversato l’Italia per scrivere di Italo Mussa e del suo genio, della sua dolcezza e comprensione del mondo e delle cose. Ogni colpo di pennello era per lui chiaro e vedeva l’arte contemporanea come dentro una sfera di cristallo. Anima limpida e lungimirante lui, Italo Mussa, più che lombardo ma innamorato del sud, nel 1983 ha inventato un movimento che ha chiamato Pittura Colta” dice Giovanna Giordano, giornalista e scrittrice che seguì da vicino l’attività di una delle figure più importanti della critica italiana del dopoguerra.

La mostra sarà aperta da lunedì a venerdì dalle 14 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30  e dalle 15 alle 18.30.

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