castello bornasco 1A Settimo, una frazione del comune di Bornasco posta a sud del centro abitato, verso Lardirago, in aperta campagna quasi isolato si trova uno dei più bei castelli dei Pavese.

La prima fonte storica sul castello risale al 1396 quando Gian Galeazzo Visconti lo concesse in feudo a Francesco Barbavara, dopo che i nobili Astolfi lo avevano venduto insieme ad altre proprietà.

Nel 1402 il duca confiscò il castello e lo assegnò ai fratelli Giovanni e Galeazzo de' Diversi, figli di Nicola, feudatario di Vigevano.

Il Barbavara comunque ne rientrò in possesso l'anno successivo, ma lo cedette in cambio del castello di Omegna.

Altre notizie su passaggi di proprietà arrivano nel 1441 quando Filippo Maria Visconti vendette il castello di Settimo al conte Guido Torelli, la cui famiglia ne rimase in possesso fino alla fine del Cinquecento, quando il conte Ercole Torelli, morendo senza eredi, lo lasciò alla madre Isabella Urtado Manriquez de Mendoza e al nipote conte Andrea Manriquez.

Ci sono poi le notizie di un saccheggio nel 1522 e dell’utilizzo del castello come ricovero ospitale per le truppe del maresciallo Lautrec.

Nel 1769 Maria Teresa d'Austria confermò l'investitura al feudo di Settimo al conte Pietro Secc, che nel 1788 fu ceduto all'Imperiale Regio Consiglio di Governo.

Nel 1830 i conti Landriani, subentrati come signori del castello di Settimo, lo vendettero al milanese Andrea Ponti con un contratto stipulato dal notaio Antonio Cornaliani.

Oggi il castello è sede di un'azienda agricola, abitato dai proprietari per una piccola parte e non utilizzato per la restante.

Il complesso ha una pianta rettangolare ed è composto di due distinti edifici con pianta a U, che formano il rettangolo che si articola intorno al cortile. 

L'edificio principale a est ha tre ali, murature portanti in mattoni e si sviluppa su quattro piani.

Le ali sud ed est sono la residenza, invece l'ala nord, dove è presente un grande salone illuminato da tre finestroni, è adesso un magazzino per materiale agricolo.

Le strutture orizzontali sono costituite da volte a padiglione al piano terra, solai in legno a doppia orditura al primo piano, mentre al sottotetto sono presenti tracce dell'apparato a sporgere dove si appoggia la copertura, la cui struttura è costituita da capriate lignee senza monaco e manto in coppi in laterizio.

Ci sono le tracce del camminamento merlato che è costituito da una serie di archetti pensili che consentiva di aumentare a sbalzo dello spessore murario. 

La facciata nord ha due grandi finestroni a sesto acuto con cornice in cotto e un fregio in laterizio a doppio dente di sega, che corre lungo la sommità della facciata.

Sulla facciata sud ed est ci sono finestre a sesto acuto, sulla prima la cornice è composta di laterizio e pietra calcarea, sulla seconda invece solamente da laterizio. 

Sono presenti le tracce di un rivestimento esterno in intonaco dipinto a secco con decorazione geometrica a losanghe con colori bianco, rosso e verde sulle facciate est e nord del cortile e la stessa decorazione pittorica è presente anche all'interno, che era la facciata esterna.

Gli interni del piano terra hanno decorazioni pittoriche di cui la più rilevante è quella sulla volta della stanza nell'angolo sud-est - ovest dell'antico complesso prima della costruzione dell'ala ovest più bassa.

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