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Un calco del volto di David Bowie a Pavia

calco bowie 1Martedì 10 gennaio cadrà il primo anniversario dalla scomparsa di David Bowie, infatti, l’artista britannico si spense a New York due giorni dopo aver compiuto 69 anni e la pubblicazione di quello che fu il suo ultimo album in studio, Blackstar, registrato nei mesi precedenti, quando il cancro lo stava ormai consumando.

E Thomas Jerome Newton, l’uomo che cadde sulla Terra del romanzo dello scrittore statunitense Walter Tevis, nel film di Nicolas Roeg era proprio lui, David Bowie.

Sul volto della star il regista fece modellate un calco in gesso, dove riprodurre le maschere trasparenti che, nel film di fantascienza del 1976, donavano a Bowie un aspetto ancora più alieno.

Quel calco oggi fa parte della collezione dell’artista pavese Giovanna Fra e verrà esposto per un mese da martedì 10 gennaio, con l’inaugurazione alle 18.30, presso lo Spazio eventi del Mondadori Store di piazza Duomo a Milano.

“Una maschera originale, unica al mondo, che sarà presentata in esclusiva martedì 10 a Milano in un connubio di arte e musica” dice Marco Lodola “Poi seguirà la mostra a Sanremo, all’Ariston per il festival, e infine sarà esposta a Imperia, a villa Paravelli”.

Attorno a quel pezzo unico c’è una mostra speciale, con le opere di artisti da sempre fans del cantautore britannico, come i pavesi Marco Lodola, Giovanna Fra e Bianca Lodola, Andy Fluon e Sergio Pappalettera, artista in uno studio-officina che ha sfornato le cover dei dischi dei più importanti musicisti italiani, da Jovanotti a Battiato, da Laura Pausini a Max Pezzali.

Red Ronnie, che del volto di Bowie era il proprietario alla fine degli anni  Novanta, presenterà l’evento David Bowie the real face, con una performance di Andy Fluon, al secolo Andrea Fumagalli, fondatore con Marco Castoldi dei Bluvertigo, poi ideatore di FluOn, che giocherà sulla sua somiglianza con Bowie e con il suo alter ego Ziggie Stardust.

Il calco in gesso bianco, passato di mano in mano, ora è a Pavia da Giovanna Fra, che dalla passione per il Duca Bianco venne contagiata dalla sorella maggiore sin dagli anni dell’adolescenza.

“Per anni ho ritagliato le sue foto dai giornali, dalle riviste musicali, ho tutti i suoi dischi e anche alcuni vinili da collezione scovati in un negozietto di Pavia negli anni Ottanta” dice Giovanna Fra “L’ho applaudito due volte in concerto a San Siro e ad Assago. E con questa mostra, che realizziamo insieme ad altri amici, voglio rendergli omaggio”.

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