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Il Castello di Mirabello tra i Luoghi del Cuore Fai 2016

fai mirabello 1Al 34esimo posto nella classifica dei Luoghi del cuore del Fai su oltre 7mila siti c’è il castello di Mirabello, grazie anche ai 5797 voti ottenuti dai pavesi che all’unisono hanno scelto il castello come luogo da salvare.

Inoltre il maniero della Battaglia di Pavia potrebbe salire in graduatoria, poiché nei conteggi mancano ancora 1800 schede firmate dai pavesi e non ancora calcolate.

La classifica definitiva sarà resa nota dal Fai (Fondo ambiente italiano) a febbraio, ma i dati mostrano con evidenza il desiderio dei pavesi di salvare il luogo simbolo della Battaglia di Pavia, che ha ottenuto la vittoria anche nei progetti scelti dai cittadini del Bilancio Partecipato del Comune di Pavia.

Un tempo il castello di Mirabello era molto piccolo e venne probabilmente fatto innalzare dai Visconti nel Trecento e forse successivamente riadattato in epoca sforzesca.

Venne in gran parte demolito nel 1857, oggi se ne conserva solo un'ala ed era direttamente collegato al castello di Pavia mediante una strada rettilinea, chiamata corso e tuttora individuabile nel tracciato dell'attuale strada che dalla città porta a Mirabello.

Collocato all'interno del grande parco visconteo che si estendeva dal castello di Pavia fino alla Certosa, faceva parte integrante del grande complesso, parco, certosa, interventi cittadini, creato dai Visconti in quella che era la seconda capitale del loro dominio, con funzioni di luogo per lo svago e per la caccia e al tempo stesso di residenza del capitano del parco.

È molto probabile che il suo impianto originario fosse quadrangolare, con cortile interno e circostante fossato esterno e con ponte levatoio in corrispondenza dell'ingresso, ma molte parti significative sono andate perdute.

Gli attuali resti del castello sono un fabbricato di due piani, in mattoni, utilizzato come abitazione e munito, al primo piano della facciata rivolta a nord, di un’interessante balconata pensile sostenuta da arcate poggianti su mensole di pietra sagomate, che ricorda il cortile della Rocchetta nel castello di Milano ed è anche simile al balcone perimetrale della torre del castello di Vigevano.

Del muro di cinta che circondava e proteggeva il parco per uno sviluppo di circa venticinque chilometri, non resta oggi nulla, ma si conservano invece parzialmente due delle nove porte fortificate che si aprivano nella suddetta cinta e che erano munite di ponte levatoio, si tratta della porta Pescarina, nel comune di San Genesio, lungo la strada Vigentina e quella nella località di Torre del Mangano, nel comune della Certosa di Pavia. 

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