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Una seconda possibilità per l’Arsenale di Pavia

nuova vita arsenale 1A Pavia nascerà un nuovo quartiere negli spazi dell’Arsenale che, oltre agli archivi ministeriali, ospiterà un bosco o un parco su 21 ettari di terreno, case alte non più di 5 piani che potranno ospitare fino a un massimo di 1.143 nuovi abitanti, un asilo e una scuola materna, una pista ciclabile, tre strutture commerciali da 600 metri quadrati, nuovi insediamenti produttivi, piccoli negozi, oltre a tanti parcheggi e laboratori artigianali e di ricerca.

Questo è il sogno che il Comune di Pavia vorrebbe realizzare negli spazi dismessi dell’area di via Riviera, scritto dalla giunta Depaoli in una relazione di una ventina di pagine che verrà presentata al Demanio per delineare le linee guida di una riqualificazione dell’area.

“Siamo impegnati su vari fronti a creare le migliori condizioni affinché la città possa tornare a essere attrattiva” spiega l’assessore Angelo Gualandi “Stiamo disegnando un nuovo sviluppo della città valorizzando il recupero e preservando il suolo per le prossime generazioni. Dopo l’ottima notizia del finanziamento da parte dello Stato di 10 milioni di euro per il polo archivistico e polifunzionale lombardo all’Arsenale, ora è necessario fare un progetto architettonico per fare in modo che questa area diventi un luogo d’interesse pubblico. Le linee guida del Comune prevedono quindi la possibilità di insediare, oltre l’archivio regionale e statale, tante nuove funzioni che sono scaturite dalla consultazione pubblica dei mesi scorsi fatta in collaborazione con il Demanio, dove sono emerse molte proposte, comprese quelle elaborate dall’attività di Arsenale Creativo”.

Queste ultime sono illustrate dal Comune nelle linee guida come parte di un ottimo lavoro, poi il documento sarà alla base dell’avvio del masterplan che tecnicamente spiegherà quali spazi dell’Arsenale trasformare e come.

Alcune idee sono già state messe in chiaro, come la divisione dell’area in due parti, una che avrà al centro gli spazi a destra del Navigliaccio per la salvaguardia degli edifici storici, il secondo, che è uno spazio di più recente costruzione, ha la possibilità di abbattere circa una trentina di manufatti, per la maggior parte magazzini e capannoni degli anni Cinquanta e Settanta su un totale di 17.700 metri quadrati.

Al loro posto il Comune desidererebbe dei nuovi spazi verdi allo scopo di valorizzare il Navigliaccio e la zona che si affaccia sul Ticino, oltre a nuove costruzioni.

Nelle linee guida il Comune racconta anche che si dovranno prevedere delle nuove connessioni viabilistiche sia con la stazione sia con la città.

Ora gli accordi chiariscono che il Demanio deve avviare le procedure per l’affidamento del progetto urbanistico di dettaglio, oltre a predisporre un Accordo di Programma tra il Comune, Demanio e Regione e in cambio il Comune di Pavia vorrebbe nuove case popolari e immobili da autorecuperare.

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