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La festa dell’Immacolata 2016 ai Musei Civici di Pavia

immacolata musei civici 1La festività dell'Immacolata Concezione a Pavia si potrà passare al Castello Visconteo, per una giornata all'insegna della cultura, infatti, i Musei Civici, che a dicembre sono accessibili al pubblico dalle 9 alle 13.30, saranno straordinariamente aperti dalle 10 alle 17.50 dell’8 dicembre.

I turisti potranno così fare un viaggio in differenti sezioni museali, ognuna offre una panoramica della storia dell’arte pavese dal periodo romano al Rinascimento, dalla pittura del Trecento a quella dell'Ottocento e del Novecento.

Inoltre sarà possibile accedere alle mostre Il Novecento nelle collezioni dei Musei Civici, allestita nella Sala Mostre, e Le ore della devozione. Miniature e codici di argomento sacro dalle civiche collezioni pavesi, allestita nella Sezione Bibliothec@ di corte dei Musei Civici, prorogate fino al 18 dicembre.

Il Novecento nelle collezioni dei Musei Civici ha lo scopo di valorizzare le ricche collezioni dei Musei di Pavia attraverso una settantina di opere normalmente non incluse nel comune percorso espositivo, ma conservate nei depositi, detti anche le riserve di un museo, che vengono usate solo per occasioni speciali.

Sono opere, soprattutto dipinti, ma anche incisioni, che fanno parte di un periodo tra i primi decenni del Novecento e i giorni nostri, arrivate ai Musei Civici con donazioni, legati testamentari e recenti acquisizioni, che nell’attesa di trovare una collocazione definitiva nello sviluppo dell'esposizione delle collezioni dei Musei, vengono valorizzate grazie al percorso della mostra, che è anche una buona occasione per approfondirne lo studio e consentirne la conoscenza anche a un pubblico più vasto di quello degli studiosi.

Le ore della devozione. Miniature e codici di argomento sacro dalle civiche collezioni pavesi racconta attraverso i libri esposti, tutti preziosi esemplari che sono collocati tra la seconda metà del XV e gli inizi del XVI secolo, com’era la devozione privata tra tardo Medioevo e Rinascimento.

In quel periodo, committenti aristocratici e borghesi si facevano preparare piccoli volumi tascabili contenenti testi sacri, che accompagnassero i momenti di preghiera e lettura religiosa durante la giornata e che vennero chiamati Libri d'ore.

I codici in mostra arrivano dalle collezioni civiche pavesi, in particolare dal Legato di Luigi Malaspina e sono dei volumi spesso ancora dotati della rilegatura originale in cuoio, seta o velluto, manoscritti su pergamena sottilissima, ma possono essere anche a stampa, decorati con iniziali e illustrazioni miniate o con xilografie, a volte impreziosite con un misto di colori e oro.

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