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Pavia Il Romanico a portata di mano

romanico tatto 1Pavia farà parte della Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, istituita nel 1981 dall'Assemblea Generale dell'Onu, prevista quest’anno per il 3 dicembre.

Il tema scelto per l’edizione 2016 è Achieving 17 Goals for the Future We Want, che propone un raggiungimento dei 17 obiettivi globali di sviluppo sostenibile per il prossimo 2030.

Per la giornata, dalle 10.30 i Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia proporranno, in collaborazione con Progetti società cooperativa e con Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus, la visita guidata di Eleonora Ferrari Il romanico a portata di mano. Percorso tattile nella sezione romanica. 

E’ una buona occasione per scoprire in una versione inedita alcune opere dei Musei Civici, attraverso l'esplorazione tattile di riproduzioni e di reperti originali selezionati.

Nel patrimonio architettonico pavese è il romanico a segnare la storia medievale della città, grazie alla consuetudine nell’uso del cotto, dell’arenaria, dei mosaici e dei bacini ceramici policromi; il primo soprattutto come materiale costruttivo, gli altri come materiali ed elementi decorativi.

Elementi architettonici tipici delle chiese romaniche pavesi sono il tiburio, la facciata tripartita a due spioventi orientata a ovest e coronata con una loggia scalare cieca, l’accesso al piano principale della chiesa attraverso una scalinata a scendere.

Tra le numerose chiese romaniche di Pavia, che furono ricostruite sulle tracce di preesistenti chiese altomedievali andate distrutte, si fanno notare, appena fuori dal centro storico, a ovest e a est del tracciato urbano, San Lanfranco e San Lazzaro.

San Lanfranco, tardo-romanica, venne fondata dai monaci di Vallombrosa nell’XI secolo e intitolata a Lanfranco Beccari, vescovo di Pavia nel XII secolo, con all’interno una pregevole arca in marmo bianco del XV secolo, progettata da Giovanni Antonio Amadeo e dedicata al santo, mentre i bassorilievi che la decorano illustrano episodi della vita di San Lanfranco, i suoi miracoli e scene della vita di Gesù.

La chiesa di San Lazzaro, preceduta da quella di San Pietro in Verzolo, anch’essa risalente al periodo romanico ma che fu poi rimaneggiata secondo il gusto barocco, è legata alle famiglie dei Salimbene e degli Olevano e presenta uno stile di transizione dal romanico al gotico, soprattutto negli elementi decorativi.

Nel quartiere di Borgo Ticino, sulla riva destra del fiume, affacciata su Via dei Mille e vicino al ponte coperto, si trova la chiesa di Santa Maria in Betlem, che ricorda l’epoca dei pellegrinaggi lungo la Via Francigena e verso la Terra Santa.

Sia esternamente che internamente presenta i segni dei successivi rimaneggiamenti, prima in stile settecentesco, poi tesi a un reintegro dei caratteri romanici, come fa ben vedere la facciata in cotto a due spioventi, coronata da loggetta scalare cieca, tripartita da contrafforti e percorsa da due monofore, una bifora, due oculi e una croce a traforo, mentre sono andati perduti gli altorilievi decorativi in arenaria e i bacini ceramici policromi.

Alla tripartizione della facciata è legata l’organizzazione dello spazio interno in tre navate con cappelle laterali, con la prima a sinistra che ospita la Madonna della Stella, statua lignea ispiratrice di una tradizionale processione sul Ticino che si tiene l’ultimo sabato del mese di maggio.

La visita guidata è gratuita per i disabili e il loro accompagnatore ed è a 4 euro per gli altri.

Per le prenotazioni telefonare al numero 0382530150 oppure scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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