Napoleone a Pavia

napoleone pavia 1Sabato 12 novembre il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pavia organizzerà una visita guidata dedicata a Napoleone Bonaparte e ai suoi soggiorni a Pavia, con una tappa alla Stanza di Napoleone a Palazzo Botta.

Napoleone visitò Pavia due volte nella sua vita.

La prima fu nel maggio 1796, come giovane comandante in capo dell’esercito francese in Italia, che aveva appena ottenuto la vittoria della battaglia al ponte di Lodi contro gli Austriaci.

Saputo di una rivolta scoppiata a Pavia, con bande di contadini che inneggiavano all’Imperatore d’Austria, Napoleone giunse in città per sconfiggere i ribelli antifrancesi, come, infatti, avvenne.

In quel 25 maggio, si fermò solo per alcune ore presso l’allora Collegio Caccia, dove ricevette le autorità religiose e civili che gli chiesero pietà, come ricorda una targa sul muro dell’edificio.

Molto diversa fu la seconda visita a Pavia, tra il 6 e l’8 maggio 1805, in viaggio ufficiale con la moglie Giuseppina, con cui soggiornò a Palazzo Botta dove ancora oggi si può vedere in tutto il suo settecentesco splendore, la cosiddetta Stanza di Napoleone, così chiamata in onore dell’illustre ospite.

In una sala affrescata e riccamente addobbata di stucchi, si possono rivivere i giorni di quel soggiorno pavese e gli splendori di Palazzo Botta, allora considerata la più elegante tra le dimore cittadine.

A decorare la sala era stato Giovanni Angelo Borroni, che a Pavia lasciò un'altra prova del suo genio artistico nelle stanze affrescate del palazzo Mezzabarba.

Sul soffitto c’è un medaglione contornato da stucchi, con Diana ed Endimione, mentre un'altra cornice sovrasta l'alcova dove era collocato il letto, con una figura femminile finemente delineata.

E’ sopravvissuta dell'arredo originale anche la porta settecentesca con l’allegoria della Giustizia, una donna con una bilancia fra le mani, oltre a un caminetto con parafuoco decorato con lo stemma della famiglia Botta Adorno.

Nel maggio 1805 l’imperatore incontrò le autorità cittadine e visitò il Castello e il Collegio Ghislieri, che aveva trasformato in una scuola militare, oltre all’Università.

Inoltre Napoleone assistette a una lezione di Alessandro Volta in un’aula dell’ateneo, per rivedere a Pavia il fisico che aveva ricevuto a Parigi nel 1801 per la presentazione della prima pila.

“Voglio assegnare” disse in una lettera Napoleone dopo la visita a Pavia “ai Signori Scarpa e Volta una pensione di quattro mila franchi sulle rendite de’ vescovadi; voglio concedere la decorazione a essi e altri scienziati dell’Università di Pavia”.

Nel 1812 il Bonaparte donò all’Università di Pavia un gran numero di reperti zoologici, come l’elefante indiano esposto nel 2015 nell’Aula Forlanini, mentre gli altri pezzi andarono ad arricchire i musei universitari di Padova e di Bologna.

Il biglietto d’ingresso costerà 5 euro, per i bambini 3, il ritrovo è per le 15.30 al numero 10 di Piazza Botta. 

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