Monica Maggioni a Pavia

monica maggioni 1Martedì 8 novembre alle 12, presso l’Aula Magna dell’Università di Pavia, Monica Maggioni, presidente della RAI, terrà la lectio inauguralis dell’anno accademico 2016/17 dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione di Pavia sul tema Terrorismo: La comunicazione è metà della battaglia.

La lectio sarà preceduta dagli interventi di Fabio Rugge, Magnifico Rettore dell'Università di Pavia, e Silvia Illari, Presidente dei Corsi di Laurea CIM (Comunicazione, innovazione, multimedialità) e CPM (Comunicazione professionale e multimedialità.)

Nata a Milano, la giornalista ha vissuto la sua carriera nell’azienda di Viale Mazzini dal 1996, dopo una collaborazione per Il Giorno e un’assunzione a Euronews, canale all news con sede in Francia.

Il suo sbarco al Tg 1, di cui sarebbe dovuta diventare direttore, risale al 1997, allora si occupava di cronaca ed esteri, nel 1999 arrivò a condurre il Tg del mattino e realizzò parecchi servizi all’estero.

Nel 2000 dopo aver seguito le presidenziali americane, Maggioni copre la guerra in Iraq come giornalista embedded, cioè con accesso esclusivo tra i militari americani, esperienza raccontata anche in Dentro la guerra – Il conflitto iracheno raccontato da una reporter al seguito dei militari americani.

Dopo aver coperto la guerra irachena dal 2003 al 2005, nel 2007 Monica Maggioni arriva a condurre l’edizione del Tg delle 20, e nel 2009 ricopre il ruolo di capo-redattore degli Esteri del Tg1, mentre dal 2010 è capo della Redazione Speciali del TG1.

Nel 2012 modera il dibattito per le primarie tra Matteo Renzi e Pierluigi Bersani e nel 2013 arriva la nomina a direttore di Rainews24 e di Televideo, oltre che di Rainews.it.

Al di fuori della tv, Maggioni è conosciuta per le polemiche sulla sua partecipazione alla riunione annuale del Gruppo Bilderberg, sul tema ci fu anche un’interrogazione del Movimento 5 Stelle, ma da Viale Mazzini si precisò che la partecipazione era avvenuta a titolo personale.

Inoltre la giornalista è diventata nota per la sua decisione di non trasmettere più i filmati dell’Isis, il gruppo terroristico che “si è trasformato in una sorta di Hollywood del terrore. I loro filmati sono studiati. Ogni comunicato viene fatto con una regia sapiente. Noi non vogliamo diventare parte della loro propaganda”. 

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