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Castagnata a Morimondo 30 ottobre 2016

castagnata morimondo 1Morimondo, uno dei borghi più belli d’Italia, domenica 30 ottobre festeggerà il frutto autunnale per eccellenza, la castagna.

Una ricca Castagnata animerà dalle 10 alle 18 le vie del piccolo centro lombardo, tra il crepitio delle castagne sul fuoco e dolci a base di farina di castagna e vin brulé, oltre a offrire la possibilità di passeggiare lungo i sentieri della campagna cistercense e visitare l’Abbazia.

Tra gli ospiti non mancheranno il mercatino hobbistico e il Mercatino della Certosa di Pavia, vetrina delle eccellenze food & wine del triangolo d'oro del gusto rappresentato da Lomellina, Oltrepò e Pavese.

Sono i simboli di una regione molto legata all'enogastronomia con i suoi vini DOC, i salumi e i formaggi e in degustazione formaggi tipici, salame d’oca, salame di Varzi e salame di struzzo. Saranno presenti anche i pluripremiati vini DOC dell’Oltrepò Pavese, riso biologico del Pavese, salse, marmellate, miele e dolci tipici quali le offelle di Parona, oltre a olive e olio dalla Puglia.

Tra l’altro non mancherà l’occasione di ammirare e visitare l’Abbazia, vero gioiello lombardo.

L'Abbazia di Morimondo venne fondata nel 1136 dai cistercensi provenienti dal monastero francese di Morimond, i quali, trapiantati in Lombardia, conservarono il nome della loro abbazia madre, da mora, parola della bassa latinità che significa palude.

La basilica, sorta nel periodo successivo alla costruzione del monastero, è il monumento di maggior importanza di Morimondo, con il disegno delle chiese cistercensi voluto da San Bernardo, grandiose e solenni in contrasto con l'austerità e la povertà della vita dei monaci, cha hanno il merito di aver intrapreso l'opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio.

L'esterno in mattoni è in stile gotico francese con elementi romanico - lombardi, mentre la facciata presenta un taglio a capanna e il portale è preceduto da un porticato posto davanti alla chiesa aggiunto nel 1736.

Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a cielo aperto delineano la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui fianchi.

L'interno è a forma basilicale, a tre navate su pilastri con volte a crociera, con transetto e abside rettangolare, mentre entrando a destra, si nota una magnifica acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche

Degno di nota è il coro, commissionato dai monaci di Settimo Fiorentino, arrivati a Morimondo nel 1490, all'intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522, formato da 70 stalli divisi in 2 ordini, con raffigurati negli scranni motivi simbolici.

Sul fianco destro della chiesa si apre il chiostro, dove si affacciano le varie parti del monastero, più volte rimaneggiate nel tempo.

Il lato est è il più antico, dove si trovano la sala capitolare, il sovrastante dormitorio, il parloir e la sala di lavoro dei monaci, mentre sul lato sud si affacciano il calefactorium, che era l’unico locale riscaldato e il refettorio e nel lato ovest l'ala dei conversi è quella che ha avuto le maggiori trasformazioni.

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