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Il mistero del fantasma di Bombardone

mistero bombardone 1La tomba del barone Giuseppe Weil Weiss a Bombardone, frazione di Zinasco, in provincia di Pavia, era in una cappella all'esterno del muro del piccolo cimitero, di notte illuminata solo dai lumini delle tombe.

La vecchia costruzione era abbandonata da quando era morta la vedova del ricco barone, scomparso nel 1939 dopo una vita avventurosa.

Ma una sera, verso la fine di agosto del 1980, dalla cappella del barone un passante sentì dei gemiti e sospiri chiaramente umani.

La notte dopo alcuni abitanti del piccolo borgo si riunirono vicino al mausoleo, ricordando la personalità eccentrica del barone, la sua villa in paese, caduta in rovina, e si chiesero se il suo spirito fosse tornato per vendicarsi del fatto che i bombardesi non lo avevano sepolto nel cimitero per le sue origini ebree.

Nei giorni successivi i sospiri misteriosi e la sfilata dei curiosi continuarono, tanto che il parroco del paese, don Antonio Lava, non sapeva che fare, mentre un medium cercò di prendere contatto con lo spirito del barone e alcuni giunsero al punto di scavalcare il muro del cimitero per fare un sopralluogo, e i carabinieri dovettero sorvegliare la zona.

Intanto due medici, di cui uno medico condotto e ufficiale sanitario del paese, dissero che il soprannaturale non c’entrava, e che era solo il sibilo di una grossa biscia.

Infatti, poco tempo prima qualcuno si era introdotto nella cappella, forse attirato dalla leggenda delle ricchezze del barone, e, il sarcofago di granito, spostato o incrinato, aveva dato rifugio a un rettile, ma i paesani dicevano di sentire dei respiri umani, con inspirazioni ed espirazioni.

La medium Angela Marangon di Sairano disse di aver avuto un messaggio dal defunto barone, che chiedeva di essere lasciato in pace.

Data la situazione, le autorità comunali del paese decisero di indagare, anche se non c’erano eredi a cui chiedere il permesso.

Il 3 settembre venne aperta la cappella, apparentemente deserta, ma si esplorò anche la cripta sotterranea, e si vide uno spazio tra il soffitto e la cupola, dove potevano avere fatto il  nido varie specie di uccelli.

Due giorni dopo vennero lasciati nella cappella degli stracci imbevuti di petrolio, nella speranza che l'odore allontanasse gli eventuali uccelli e una seconda perlustrazione, pochi giorni dopo, risolse il mistero, non c’era un fantasma, ma solo una nidiata di piccoli barbagianni, che emettevano dei suoni simili a respiri umani, poi adottati dall'Amministrazione provinciale. 

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