Retorbido Turismo dell’Ottocento

  • Paola Montonati

turismo ottocento 1L’Associazione Culturale Costa del Rile per la serata di sabato 23 luglio proporrà a Retorbido, in provincia di Pavia, la presentazione di un volume dedicato a una storia davvero insolita, quella dei quaderni con le note di viaggio del sacerdote pavese Luigi Marchelli, che tra il 1865 e 1876 fece ogni anno un viaggio lungo da tre a cinque giorni per visitare città del nord dell’Italia, con il fratello, anche lui sacerdote, e l’anziano padre.

E’ Turismo dell'Ottocento. I viaggi in Italia di un prete pavese, il saggio di Luciano Maffi edito da Cisalpino, racconta che cosa furono i viaggi turistici nell’Italia di fine Ottocento.

Allora l’Italia era al centro del fenomeno del Grand Tour di nobili, che l’avevano resa una meta irrinunciabile, oltre che di viaggi di borghesi amanti dell’arte e di diplomatici, militari di alto grado, docenti universitari, alte gerarchie ecclesiastiche per ragioni professionali.

Nella seconda metà dell’Ottocento il turismo dei ceti meno elevati fu molto facilitato dallo sviluppo di ferrovie, di strade, di navi, come nel caso di don Marchelli, che proveniva da una famiglia di modesti artigiani e, anche se era un sacerdote, aveva solo il modesto reddito delle messe celebrate in una chiesa non parrocchiale e per le suore Canossiane.

Marchelli era nato a Pavia nel 1837 ed era entrato giovanissimo in Seminario, seguendo l’esempio del fratello Antonio.

A undici anni Luigi fu un attento osservatore delle giornate del 1848, in una Pavia dove gli entusiasmi al grido di Viva Pio IX furono frustrati dalla delusione della sconfitta, portando a una crisi spirituale e religiosa enorme nel seminario.

Marchelli era uno studente di teologia nel 1859, quando dopo la seconda guerra d’indipendenza, la Lombardia venne annessa al regno di Sardegna e nel 1861, venne proclamato il Regno d’Italia, nello stesso giorno in cui venne ordinato sacerdote a Milano.

Anche se in quegli anni molti temevano uno scontro diretto con il Papa, che viveva a Roma sotto la protezione dei Francesi, i diari di viaggio del giovane prete non ne recano traccia, anzi c’e una grandissima curiosità per il nuovo Regno d’Italia e le sue città, oltre che per le mode e passioni borghesi di quegli anni, come l’arredo urbano dei parchi e giardini, i monumenti civili e religiosi dei cimiteri, oltre ai nuovi costumi, come l’assaporare il caffè nero e la cioccolata nei caffè, molto frequentati.

In quel ricco patrimonio che è l’Archivio Storico Diocesano di Pavia, i diari di viaggio di don Marchelli sono davvero unici, poiché sono un documento privato che propongono diverse e importanti conoscenze della vita sociale, economica e culturale della fine dell’Ottocento. 

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