Pavia MO + MO

carlo mo 1Dal 27 maggio al 16 luglio, presso il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia, si può visitare la mostra MO + MO, scultura e design, a cura di Antonella Campagna e Paola Mo.

Sono esposti circa quaranta disegni e studi, più una serie di piccole sculture e bozzetti, dello scultore pavese Carlo Mo, scomparso nel 2004, con una ventina di gioielli d'arte della nota designer Francesca Mo, sua figlia.

MO + MO è un omaggio alla bottega rinascimentale, ricordando come padre e figlia collaboravano, ciascuno nei propri campi, alla realizzazione di sculture e gioielli nel contesto della bottega.

Non è casuale che la mostra sia collocata nel Salone Teresiano, all’interno di una delle più antiche e prestigiose università italiane, come per ricordare Carlo Mo, lo scultore dei grandi spazi, che usava solo acciaio inox 316 bis per le sue sculture, presenti in molte piazze italiane e non solo.

Ma Carlo Mo ha lasciato molti ricordi anche nel centro storico di Pavia, tra cui il monumento all’istituto Cardano all’Itis in via Folla di Sotto, Alboino e Teodolinda alla rotonda dei Longobardi, La deposizione in piazza Duomo, Il Sogno e L’attesa al San Matteo, Il quarzo alla Fondazione Bre in Strada Nuova, La fucilazione al cimitero di San Giovannino e il monumento a Luigi Maestri alla scuola Maestri in via Lovato.

“La sensibilità dell'industrioso, quella per i materiali, genera un linguaggio artistico che va a inventare un mondo nuovo, mai esistito prima ma da sempre previsto, quello della concretezza dell'intelletto” ha detto Philippe Daverio dell’arte di Carlo Mo.

Francesca Mo ha cominciato lavorando solo quei materiali con una storia, come ciottoli di vetro lavorati dal mare, avanzi di orologi, sabbie, lamine di pietre dure, per poi da incastonatrice diventare forgiatrice.

I suoi gioielli sono meravigliosi, come se fossero una favola, che non hanno la possanza del materiale, ma l'equilibrio tra la forma, il colore e il gioco e sono esposti in numerose personali sia in Italia che all'estero.

Nella mostra di Pavia il probabile diviene improbabile e il suo opposto, tra microfusioni in acciaio delle grandi sculture di Mo ancora oggi in giro per il mondo accanto a orecchini ideati dalla sabbia precedentemente esposti al Poldi Pezzoli.

Ma ci sono anche disegni su carta fatta a mano, pietre riparate con lamine d'oro e omini che vi si arrampicano, piccolissimi libri che divengono gioielli e cavatappi che sono bozzetti di sculture, fino a un anello che dice yes or no e un San Giorgio che uccide il Drago in una bizzarra fusione. .

Tutto questo per un Luna Park dell'arte giocato sul filo dell'equilibrio della forma e della poesia, che ricorda il lungo dialogo silenzioso tra un padre e una figlia.

La mostra è vistabile da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 18.30 e sabato dalle 8.30 alle 13.30.

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