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Vigevano Quadri di una Collezione

vigevano quadri collezione 1Dal 28 maggio al 3 luglio, la Seconda Scuderia dei Musei Civici del Castello di Vigevano ospiterà la mostra Quadri di una Collezione: l’arte lombarda della Fondazione di Piacenza e Vigevano, organizzata in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Vigevano dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, a cura di Eugenio Gazzola.

Nell’esposizione saranno presenti opere dei pittori Giorgio Bellandi, Rinaldo Bergolli, Bruno Cassinari, Alfredo Chighine, Franco Francese, Ennio Morlottie Ludovico Mosconi.

La mostra illustrerà il fermento che ha accompagnato la rinascita culturale dell’Italia negli anni successivi al dopoguerra, in quel periodo compreso tra il 1945 e l’approssimarsi degli anni Sessanta.

E’ una visuale su un gruppo coerente di opere con l’origine ideale inscritta nel periodo più delicato dell’arte italiana, quando indirizzi formali e politici diversi vennero alla luce così velocemente da risultare, nel tempo, indistinti.

Fu una costellazione di correnti, di gruppi e di sigle che nacquero, s’intrecciarono, si distinsero e si fusero tra di loro, come astrattismo, nuovo realismo, l’espressionismo leggero di Corrente e poi l’intricata foresta dell’Informaleitaliano, dove confluirono i manifesti teorici precedenti, divenuti improvvisamente vecchi già a meta degli anni Cinquanta.

La svolta dell’arte e nelle forme e nei contenuti, coincise con la ricostruzione civile e morale dell’Italia e del primo sviluppo economico dopo la guerra.

Infatti, la nazione era finalmente industrializzata ed era parte di un disegno mondiale favorevole allo scambio, mentre le tendenze dell’arte sparirono secondo le evenienze politiche e delle occasioni rappresentate dal ritorno alle grandi mostre, come i nuovi manifesti ispirati alla modernità tecnologica o il confronto con le avanguardie mondiali che adesso si affermavano a New York e non più a Parigi.

Autori e opere sono legati anche da una netta appartenenza di origine all’area milanese e lombarda, come espressione di un’arte che ha radici risalenti fino a Caravaggio, ma che allora, nell’Italia liberata, si rinnovò rovesciando il paradigma naturalista, che l’aveva distinta e consolidata per secoli, in una visione razionalista e progettuale, che incontrò la mentalità lombarda per mescolare i linguaggi alti e bassi della cultura.

La mostra sarà visitabile da martedì a venerdì dalle 14.30 alle 17.30, sabato e festivi dalle 10 alle 18.

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