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Mezzana Bigli emergono i resti del ponte bombardato

mezzana bigli ponte resti 3Dalle acque del fiume Po tornano, con la secca del fiume, i ricordi della seconda guerra mondiale, quando i tedeschi occupavano il Pavese e sulle colline i partigiani lottavano per la libertà, in una situazione flagellata dai bombardamenti aerei degli alleati sulla zona.

Con la siccità che, in questo strano inverno, ha colpito la zona tra la Lomellina e il Piemonte, spesso affiorano dal fondo del Po i resti di un passato che sembra ormai lontano, ma che in realtà è ancora vivo nelle memorie dei sopravvissuti.

Infatti, sotto il ponte di ferro di Mezzana Bigli, venerdì mattina sono affiorati i resti metallici di due arcate del vecchio ponte, che venne bombardato il 31 luglio 1943 e il 18 gennaio 1944 dagli aerei dell’aviazione alleata, mentre i tedeschi stavano a poco a poco ritirandosi dall’Oltrepò Pavese nel corso delle ultime fasi della seconda guerra mondiale in Italia.

mezzana bigli ponte resti 2Quello che rimane di quelle giornate sono il registro di classe della maestra Maria Bobba di Cornale, che annotò come nell’inverno del 1944 venne distrutta la prima arcata del ponte, com’era già successo in luglio alla seconda, e il ricordo di Felice Bonini, che era sul ponte proprio pochi minuti prima del drammatico raid alleato del 18 gennaio 1944, dove gli aerei sorvolavano la zona a bassa quota, rendendo chiaro a tutti il dramma che stava per accadere, spingendo Bonini con i suoi amici a una fuga precipitosa per salvarsi la vita.

Solo nel 1946 le due arcate vennero ricostruite, grazie alla collaborazione dell’Ansaldo e dei tanti operai volontari che lavoravano sulla sponda lomellina e oltrepadana del Po.

Nel corso degli anni i due resti delle arcate erano stati avvistati, sotto il pelo dell’acqua, mentre il Po era in condizioni di secca, ma non erano mai affiorati in una maniera così vistosa come in questo inverno.

Per vedere le due arcate occorre dirigersi in quella zona sotto la prima e la seconda delle otto arcate del viadotto che venne costruito cento anni fa, nel 1916, nel bel mezzo della prima guerra mondiale, e che oggi viene considerato una delle opere più importanti dell’archeologia industriale lombarda, oppure recarsi sulla sponda oltrepadana del Po.

Ma non sono emersi solo i resti delle due arcate dal letto del Po, infatti il barcaiolo di Balossa Bigli, Claudio Bompan ha notato anche vari rottami dei barconi in cemento che furono usati nel 1944 dai tedeschi allo scopo di ripristinare provvisoriamente il transito sul fiume dopo i bombardamenti.

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