Fortunago: piccolo ma antico borgo pavese

  • Paola Montonati

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Le origini di Fortunago, uno dei borghi più belli del Pavese, risalgono al X secolo, quando il paese venne annesso ai territori del vescovato di Tortona, per poi, nel 1164, venir conquistato dai signori di Pavia.

Nel XIV secolo il borgo era governato dalla famiglia pavese dei Giorgi, mentre le sue frazioni, Gravanago e Sant’Eusebio, facevano parte dei feudi governati dal vescovo di Tortona.

Con l’arrivo degli Sforza, Fortunago passò ai nobili Dal Verme e in seguito alla famiglia Botta che aveva acquisito anche i feudi del vescovo di Tortona, istituendo un marchesato, che venne poi ceduto al ramo della famiglia Malaspina del castello di Oramala.

Quando nel 1743 il piccolo borgo venne unito al Regno di Sardegna, fu annesso alla provincia di Bobbio, per poi nel 1801 diventare parte della napoleonica Repubblica Cisalpina.

Dopo la caduta della Francia e la Restaurazione, nel 1859 Fortunago divenne parte della Provincia di Pavia, per poi nel 1923 essere unito al circondario di Voghera, fino alla sua soppressione nel 1927.

Al centro del paese abbiamo la Chiesa parrocchiale, che venne edificata alla fine del Cinquecento dove si trovava un precedente edifico in stile romanico, di cui si possono ancora vedere alcuni resti nel presbiterio e nella sacrestia.

Sulla facciata, divisa in tre settori da quattro lesene, si trova un timpano triangolare con all'interno San Giorgio che combatte contro il drago, dipinto verso la fine degli anni Trenta, mentre la lunetta ospita un affresco seicentesco raffigurante l’Annunciazione.

All’interno della chiesa, divisa in tre navate da una serie di pilastri retti da capitelli di stile dorico, si trova a sinistra dell’ingresso della sacrestia la reliquia di San Ponzo, il protettore di Fortunago, contenuta in un reliquiario del XVII secolo.

Da vedere sono anche l’altare maggiore, con il suo stile tipicamente barocco, e i vari altari delle navate laterali, tra cui ricordiamo quello di San Carlo, con una tela del primo Seicento, l’altare consacrato a San Ponzo, con un trittico di legno raffigurante la Vergine con il Bambino e Santi, quello vicino della Vergine del Rosario, che conserva ancora la decorazione originaria e l’altare del Sacro Cuore di Gesù, un tempo consacrato a San Rocco.

Nella campata del battistero troviamo un affresco raffigurante il Battesimo di Cristo, dipinto alla metà del XVII secolo, per poi venire del tutto rimaneggiato durante la Restaurazione. 

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