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Continue infrazioni ai divieti sul Ticino

divieto ticino 1Come sempre, il desiderio dei pavesi di fare un bagno nel Ticino d’estate si scontra con l’ordinanza comunale, firmata dal sindaco Massimo Depaoli il 20 luglio, seguendo l’elenco della regione Lombardia dei fiumi balneabili aggiornato al 2013, dove “non risulta compreso il fiume Ticino nel tratto di attraversamento del territorio comunale”.

Attivo nel lido tra i due ponti della città, il divieto per adesso è solo aleatorio, dato che mancano cartelli di balneazione vietata, ma ciò non spiega perché il Ticino, inquinato e a rischio, abbia questo fascino sui bagnanti.

Nell’ordinanza è presente la minaccia di sanzioni salate per chi infrange il divieto, che vanno da 25 a 500 euro, ma per adesso l’assenza di controlli mirati ha reso tutto questo solo teorico.

“In realtà i controlli vengono fatti, ovviamente sulla base delle risorse che abbiamo a disposizione, ma l’abitudine di fare il bagno in Ticino è radicata e non è facile cancellarla” dice l’assessore comunale alla Polizia locale Giuliano Ruffinazzi “Gli agenti sono impegnati su diversi altri fronti legati alla sicurezza, ma nonostante questo l’idea è di fare qualche giro in più sulle rive, sia con la barca sia la polizia locale ha a disposizione sia dalle zone urbane”.

E oltre alla polizia locale l’attività di controllo è legata anche alle guardie ecologiche del Parco del Ticino “con cui” racconta Ruffinazzi “c’è una sinergia. L’obiettivo, comunque, è fare informazione ancora prima che repressione. Prima bisogna far capire che fare il bagno può essere pericoloso per la salute, poi si potrà punire”.

E il comandante della polizia fluviale provinciale Mauro Maccarini conferma che sono davvero rari i casi di sanzioni legate al divieto “Noi facciamo soprattutto attività preventiva. Aumentiamo gli accertamenti nel periodo estivo per tenere sotto controllo le situazioni critiche e ovviamente dove ci sono ordinanze di divieto invitiamo chi frequenta il fiume a rispettarle. A onore del vero, in base ai nostri accertamenti, non ci sono però tantissime persone che violano l’ordinanza. Rispetto al passato c’è stata una diminuzione”.

E il Ticino per pericolosità e inquinamento, rimane invece inalterato, dato che gli ultimi dati dell’Asl hanno fatto notare una presenza significativa di colibatteri, che ha spianato la strada per il divieto di Massimo Depaoli.

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