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Zuppa pavese diventa un piatto storico


zuppa pavese piatto storico 3Grazie agli sforzi di alcune delle più stimate associazioni pavesi, la Regione Lombardia ha riconosciuto la zuppa pavese come uno dei prodotti storici agroalimentari di Pavia e della sua provincia.

Ed è un traguardo davvero importante per questo prelibato piatto essere considerato uno dei prodotti della gastronomia lombarda “perchè questo è l’unico piatto storico pavese riconosciuto in tutto il mondo” ricorda Gigi Rognoni, gran maestro del Sodalizio dei cavalieri della zuppa alla pavese e alborella e presidente del Circolo culturale La Barcela.

Infatti da sempre Rognoni sostiene che la pavesità “passa necessariamente anche dalla gastronomia”.

Nata secondo la leggenda per sfamare il re di Francia Francesco I, che era caduto prigioniero delle truppe spagnole dopo la battaglia di Pavia, la zuppa pavese con il passar dei secoli è entrata nel menù di ristoranti asiatici, americani ed europei, ma rimane la grande assente in quelli della provincia pavese e adesso questa lacuna sta per essere colmata.

“Quando mi ero trasferito dalle rive del Mincio a quelle del Ticino, mi sono sempre stupito che questo storico piatto, noto nel mondo, fosse nella sua patria d’origine tenuto gelosamente nascosto” racconta Giuseppe Rossetti, delegato dell’Accademia italiana della Cucina, fondata da Orio Vergani nel 1953 e che conta su Expo per introdurre la zuppa nei menù dei ristoranti pavesi cittadini e provinciali.

zuppa pavese piatto storico 2Per presentare il progetto, inoltre, presso la Cascina Triulza il 25 maggio ci sarà con Rognoni anche Luigi Casali, presidente dell’assocazione Parco Visconteo, e il Comune di Pavia a spiegare la leggenda della zuppa pavese. 

“Difficile tracciare il confine tra storia e leggenda” chiarisce Casali “l’unico fatto storico certo è la cattura di Francesco I nei pressi della Repentita. Ma la leggenda non nasce per caso e potrebbe corrispondere al vero che fu una contadina a preparare una zuppa calda per il re, utilizzando quel poco che aveva: brodo di pollo, pane raffermo, un uovo, una manciata di crescione”. 

E Rognoni aggiunge che “Questo piatto va difeso, ma i primi a crederci devono essere gli stessi pavesi”.

“Abbiamo anche preparato un menù storico, legato alla Battaglia di Pavia, che verrà distribuito a coloro che parteciperanno all’iniziativa” dice Soldati, che gestisce il locale La Locanda del Carmine e assieme alla trattoria La Barcela ha introdotto la zuppa pavese nel menù del suo locale, con l’abbinamento a un vino bianco e profumato, proposto dal noto sommelier Carlo Aguzzi. 

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