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Nuova speranza per la Merck

merck 30 1Dopo l’incontro di martedì pomeriggio presso l’Unione Industriali di Pavia, i capi della Merck di Pavia hanno deciso di dare altri tre mesi di lavoro ai 176 dipendenti rimasti, dopo che negli ultimi mesi almeno 100 avevano deciso di andarsene con gli incentivi.

La nuova chiusura dello stabilimento di Pavia è prevista per il 30 giugno, sempre nella speranza che, dopo la rottura delle trattative con la Zambon, almeno uno dei possibili acquirenti proponga un’offerta accettabile per la fabbrica, mentre in cassa integrazione rimangono almeno 51 dipendenti.

“Pur non avendo ancora elementi di certezza in termini di accordo con una nuova azienda, ritengo l'incontro di oggi positivo” dice Gianni Ardemagni della Femca Cisl “Intanto perché la direzione ha accolto la nostra richiesta, spostando da marzo a fine giugno lo stop delle attività produttive. Inoltre la presenza d’imprese interessate seriamente a formulare una proposta concreta non solo alimenta la speranza che a breve ci possa essere un nuovo acquirente, ma sottolinea come il know-how aziendale fatto anche di professionalità dei lavoratori e gli impianti produttivi del sito pavese, rimangono potenzialità di successo in questa tormentata vicenda”.

Come ha detto Giorgio Mercuri, della Filctem Cgil, i potenziali acquirenti sarebbero alcuni operatori del settore, europei e no. “È apprezzabile che l’azienda abbia accolto la proposta di spostare in avanti la data di cessazione dell’attività per provare a portare a termine la vendita. Ci ha presentato un percorso dai tempi comunque stretti: entro metà marzo si dovrà concretizzare un’unica offerta per poi procedere alla cessione dell’immobile e delle attività produttive altrimenti l’attività di dismissione va avanti, Merck trasferirà le produzioni pavesi in altre parti d’Europa. Abbiamo chiesto che in quest’ulteriore selezione di acquirenti non si scenda sotto la soglia di 116 dipendenti da assorbire stabilita con Zambon, e che si prediliga un’azienda che possa investire”.

Mentre Cavallaro, della Uil racconta che “Abbiamo inoltre aperto un’altra procedura di mobilità volontaria su sollecitazione dei lavoratori stessi. Nonostante i tempi strettissimi, valutiamo positivamente sia proroga sulla chiusura sia l’interessamento da parte di un gruppo di aziende”.

E il consigliere delegato al lavoro Davide Ottini si dimostra cautamente ottimista sulla Merck “Più tempo c’è maggiori sono le possibilità di trovare un acquirente serio e la proroga è un segnale della disponibilità dell’azienda a trovare una soluzione che stia bene a tutti. Noi tramite l’onorevole Scuvera siamo in contatto con il sottosegretario e il responsabile dell’unità di crisi del Ministero dello sviluppo, non appena ci saranno prospettive più concrete c’è la disponibilità per far partire tavolo ministeriale”. 

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