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Continua il dibattito sulla mancata mostra di Gauguin

  • Paola Montonati

gauguin no 2“Se è saltata la mostra di Gauguin è perchè qualcosa non ha funzionato per niente non solo da parte della società che aveva il compito di organizzarla, ma anche da parte dell’assessore alla Cultura di Pavia” Sono durissime le reazioni di Gian Marco Centinaio, che ha lavorato presso il settore della Cultura di Pavia, riguardo la decisione di annullare la mostra su Paul Gauguin, che avrebbe dovuto tenersi presso le scuderie del Castello Sforzesco dal 24 gennaio al 7 giugno. 

E non bastano le vaghe spiegazioni di Giacomo Gaiazzo su Facebook a chiarire una situazione già nebulosa “Il museo parigino ha dovuto negare i prestiti – oltre 50 opere, tra disegni e preziosi manoscritti di Gauguin oggetto del contratto con ViDi Srl società che ha prodotto e organizzato la mostra da destinare alla sede pavese - a causa di un’indagine svolta dalle autorità francesi a carico di Gérard Lhéritier, fondatore del museo”.

Secondo Centinaio è stato un grosso errore basare la mostra sulle opere conservate nel museo parigino attualmente sotto inchiesta.

“E’ buona regola nelle mostre affidarsi a provenienze diverse almeno per i quadri più importanti e lo si fa proprio per evitare guai. Se c’è un problema con un museo, si hanno comunque gli altri quadri e solo così si riescono a tamponare situazioni critiche. Mi sembra che ci sia stato del dilettantismo. E poi una società seria che organizza mostre trova delle soluzioni facendosi prestare dei Gauguin altrove. Invece la soluzione che sfoderano è una mostra alternativa da fare a marzo, ma nel giro di due mesi non si riesce a costruire una grande mostra e tanto meno il suo successo. Sta di fatto che arriviamo a Expo senza nulla”.

Ma non era stato proprio Centinaio a suggerire una mostra su Gauguin dopo quella su Monet?

“Certo, ma allora a propormi i quadri era la società Alef che ha poi chiuso i battenti, non la ViDi”.

L’altra questione dolente riguarda la promozione della mostra “A 10 giorni dall’inaugurazione non c’è un manifesto, non c’è alcuna pubblicità, niente comunicazioni alle scuole, ai tour operator e a tutto il mondo che gravita attorno alle mostre d’arte. Per organizzare bene una mostra bisogna partire con la promozione tra gli 8 mesi e l’anno prima. Con quella dell’Hermitage abbiamo iniziato 18 mesi prima. Solo così costruisci un pezzo del successo. Invece con Gauguin mi risulta che non hanno neppure iniziato con gli allestimenti al castello. C’è qualcosa che non gira in tutto questo lavoro mancato e, se c’è una responsabilità tecnica della società organizzatrice, ce n’è anche una politica che è tutta di Galazzo che non ha controllato e ha atteso fino all’ultimo. Il danno economico e culturale fatto alla città è altissimo e la responsabilità è tutta sua”.

E adesso che cosa farà la giunta Depaoli? Arriverà a maggio senza avere concluso nulla di concreto oppure troverà una mostra che, in una qualche maniera, possa risollevare Pavia dall’amarezza di aver perduto il fiore all’occhiello della stagione invernale? 

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