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I comuni della Certosa di Pavia insieme per Expo 2015

certosa 1“Degrado alla Certosa? I sindaci hanno ragione” E’ con queste parole che Daniele Bosone, presidente della Provincia di Pavia, ha commentato la lettera che i sindaci di quattro comuni della Certosa di Pavia hanno spedito presso il comune per denunciare la grave situazione di degrado ambientale e culturale a pochi mesi da Expo 2015, dove il Pavese avrà un ruolo centrale.

Quello che è certo è che bisogna intervenire subito e al più presto possibile, per porre un freno a una situazione che sta diventando sempre più ingestibile col passar dei mesi.

“La prima cosa da fare” dice Bosone “è fare sistema. Non è più possibile che ognuno faccia per sé o deleghi la Provincia a fare. Quindi, come ho già detto a tutti i sindaci che sto incontrando in questi giorni anche per parlare di strade, dobbiamo affrontare le questioni del territorio in maniera nuova”.

certosa 2Una delle prime mosse che saranno compiute da Bosone è la convocazione di una tavola rotonda con i sindaci dei comuni coinvolti per ideare delle strategie ideali per il restauro e la manutenzione della Certosa in vista di Expo 2015, tramite una serie d’interventi che avranno lo scopo di migliorare la situazione del verde e delle strade pavesi per la fine di maggio 2015.

Ma come sarà possibile tutto questo, dato che per il momento ci sono pochi soldi nelle casse dello stato? “ Parliamo di cose concrete. Le strade attorno alla Certosa hanno le buche? Bene, concentriamo gli interventi in maniera tale da rifare il manto stradale dove serve, indipendentemente che il tratto sia comunale o provinciale. E ancora. Per quello che riguarda la Provincia, se ci sono fondi destinati ai lavori pubblici, possiamo vedere di utilizzarne una parte passandoli al settore ambiente, visto che le problematiche attorno alla Certosa denunciati dai sindaci riguardano il degrado paesaggistico.  Ci vuole flessibilità.  Ci sono poi ancora una serie d’interventi da realizzare, come alcuni tratti di pista ciclabile nella zona. La parola d’ordine è lavorare all’unisono. Solo così ce la possiamo fare”. 

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