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Scoperto un laboratorio di falsi d’autore a Pavia

falsi pavia 1Una brillante operazione di polizia ha portato alla denuncia di una coppia di falsari di quadri.

Ieri pomeriggio la Procura di Pavia ha denunciato, con l’accusa di contraffazione di opere d’arte, un uomo di 47 anni, nato a Roma, ma che da alcuni anni risiede nella cittadina lombarda, e un suo complice, un cremonese di 53 anni, che si occupava della vendita dei quadri sul mercato artistico internazionale e italiano.

L’indagine era cominciata nel 2013, quando la Fondazione Archivio di Milano si era rivolta ai carabinieri in seguito alla richiesta da parte di un cliente di un parere su un De Pisis appena comprato per poco più di 12mila euro, mentre la quotazione di mercato si riteneva fosse intorno ai quaranta mila euro.

Dopo aver appurato che il quadro era un perfetto falso, per i carabinieri è iniziata una lunga e paziente indagine che, nel giro di pochi mesi, ha permesso di scoprire la provenienza del quadro e di individuare altre opere al centro di questo intricato caso.

Pochi giorni fa, i carabinieri hanno finalmente localizzato lo studio, dove il falsario lavorava alle copie, situato in una viuzza del centro storico di Pavia.

Al loro arrivo, gli appuntati hanno trovato non solo gli attrezzi del mestiere, tra cui varie tavolozze e pennelli di tutti i tipi, ma anche un falso del pittore Sante Monachesi, che se fosse stato autentico avrebbe avuto un valore di circa 20mila euro.

Dalle ultime perquisizioni risulta che il giro dì affari dei due truffatori fosse di circa 300mila euro l’anno, con opere contraffatte di De Chirico, Schifano e Chagall, così ben fatte, da trarre in inganno persino anche i più esperti critici di storia dell’arte, tenendo anche presente che ogni quadro era accompagnato da firme e bolli falsificati dal complice di Cremona, la mente dietro la vendita vera e propria dei falsi.

Nel contesto dell’operazione, sono stati denunciati per ricettazione anche gli acquirenti dei falsi, tra questi un medico che aveva comprato dalla coppia circa 100mila euro di opere fasulle, dando in cambio alcuni dipinti originali del Settecento. 

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