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Giustizia per la piccola Yara Gambirasio

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Il 26 novembre 2010 da Brembate Sopra scompare una ragazzina di 13 anni. Dopo un allenamento in palestra Yara Gambirasio non torna piu’ a casa. Non è stata trovata nessuna traccia nonostante un imponente uso di uomini e mezzi, i quali per 3 mesi  hanno perlustrato ogni zona.

Dopo quasi tre mesi  un uomo che giocava con un aeromodellino in un campo,  scopre il corpo, ormai in stato di decomposizione. Si trova a poche centinaia di metri da quello che era il centro di coordinamento delle ricerche della ragazzina.

Per i genitori inizia un incubo. Chi ha ucciso Yara? Ha subito violenza? E’ stata uccisa altrove e gettato il corpo in quel campo?

Gli investigatori prelevano il DNA trovato sugli indumenti della ragazzina e inizia la trafila delle ricerche.

Iniziano così a cercare ovunque; le telecamere sulla strada evidenziano il passaggio di un furgone, alcuni passanti ricordano la ragazzina fuori dalla palestra parlare con altre amichette.

A distanza di quattro anni arriva il verdetto.

L’assassino ha un volto, un nome, un passato tenuto nascosto e chissà cos’altro. Il DNA di Massimo Giuseppe Bossetti, muratore di 44 anni, padre di 3 bimbe, è lo stesso trovato sugli indumenti intimi di Yara.

Il Bossetti deve spiegare la motivazione per cui il suo DNA era sugli slip e pantaloni della bambina, perché il suo furgone è passato di fianco alla palestra, quando invece sostiene che quel giorno a quell’ora era già a casa e altro ancora. Un testimone asserisce di aver visto Yara ferma a parlare con due uomini. Per gli investigatori tutto coincide. Ma chi è il secondo uomo?

Nella storia di Yara spicca prepotentemente l’importanza della scienza e del DNA.

La scoperta del DNA del presunto colpevole ha innescato una serie di problematiche e la scoperta di verità nascoste.

Dietro al dramma di un assassinio ci sono anni di bugie, di tradimenti , di mezze verità raccontate  sottovoce.

I prossimi mesi saranno interessanti e permetteranno di chiarire le dinamiche di questo efferato delitto.

 Purtroppo rimane la tristezza per la morte assurda e cruenta di una bambina.

 

 

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